Cellulari e gonadi maschili, nuovo studio: meglio lontani

Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 04/10/2008
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Secondo la Cleveland Clinic potrebbe esservi una relazione tra la qualità del seme maschile e l’irradiazione da parte dei cellulari in conversazione. Nel dubbio, almeno durante la conversazione è meglio tenerli lontani

Roma – Secondo una ricerca della Cleveland Clinic, tenere un cellulare in tasca mentre si conversa tramite auricolare mette in pericolo la qualità del liquido seminale maschile.

“Riteniamo che questi apparecchi vengano usati (con leggerezza, ndB) in quanto ritenuti sicuri, ma possono causare effetti dannosi quando posti in vicinanza delle gonadi maschili durante la conversazione”, dice il principale ricercatore Ashok Agarwal, direttore del Centro Medicina Riproduttiva.

Le risultanze dello studio, spiega DailyTech, sono allarmanti per due ragioni principali. La prima riguarda il seme maschile: quando danneggiato, può provocare fecondazioni che danno luogo a difetti di nascita e a maggiore incidenza di malformazioni, come emerge dall’analisi di inseminazioni portate a termine da padri più anziani.

In secondo luogo, l’allarme riguarda le (cattive) abitudini: gli uomini spesso continuano a parlare al telefono cellulare a lungo, lasciando il cellulare in tasca, un luogo che – dal punto di vista dell’irradiazione – risulta troppo vicino ai testicoli per essere sicuro.

Le organizzazioni alle spalle dell’industria continuano a negare: Joe Farren, portavoce di CTIA, non ha voluto esprimersi sia su questo che su altri studi, ma sostiene che “il peso dell’evidenza scientifica pubblicata, unito al parere delle organizzazioni globali di tutela della salute, dimostra che non vi sia alcuna relazione tra l’impiego di dispositivi wireless ed effetti nocivi sulla salute”.

Eppure il dottor Agarwal sembra proprio di parere opposto: “Volevamo accertarci se l’impiego (scorretto) del cellulare e la riduzione della qualità del seme maschile potessero essere correlati. Abbiamo così sviluppato un protocollo di ricerca applicabile interamente in laboratorio, così da non esporre a rischi i volontari e ottenere al contempo risultati più obbiettivi”, dice il ricercatore.

Dallo studio, infatti, emerge che l’incremento di radicali liberi dovuto all’esposizione in esame, pur non portando alterazioni al DNA, induca però uno “stress ossidativo”, che riduce la motilità e l’efficacia degli spermatozoi.

<p>La conversazione ideale per non subire radiazioni: cellulare o cordless lontani dal corpo e cuffia</p>

La conversazione ideale per non subire radiazioni: cellulare o cordless lontani dal corpo e cuffia

Gli studiosi vogliono ampliare il numero di campioni di studio, per poter offrire conferme in relazione al diffuso impiego di dispositivi vivavoce, spesso anch’essi wireless (bluetooth) che, con la massima facilità, consentono di lasciare il cellulare dove si trova e conversare tranquillamente.

L’unico suggerimento che possiamo dare ai lettori è, a prescindere dagli sviluppi di questo ed altri studi, di non tenere mai durante la conversazione il cellulare né in tasca né in prossimità del corpo: la vicinanza, infatti, riduce l’efficienza dell’antenna aumentandone il Rapporto di Onda Stazionaria. Riducendosi la resa, il cellulare trasmette con potenza significativamente più alta per compensare la riduzione di efficienza, irradiando così molta più energia. Allontanandolo, invece, dal corpo (bastano anche poche decine di centimetri) questo inconveniente non si verifica e la radiazione subita è in ogni caso molto inferiore.

Marco Valerio Principato


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Sezione in lettura: Telecomunicazioni

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