USA, Google Voice lancia la MNP

The New Blog Times
La Redazione
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Pubblicato il: 21/01/2011
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Negli USA si avvia, a livello sperimentale, la possibilità di portare il proprio numero di cellulare su Google Voice. Con costi contenuti, rischio di esosi early termination fees, ma grande comodità

Roma – Nel quadro della sua grande attrattiva già esercitata sul pubblico statunitense, Google Voice aggiunge un altro tassello alle proprie fondamenta: la Mobile Number Portability.

Google Voice, lo ricordiamo, è un sistema di cui dall’Italia non si può, ad oggi, fruire che di qualche frammento: esso accentra il proprio traffico telefonico in un unico fulcro, permettendo di centralizzarne la gestione e facilitare l’utente nel confrontarsi con più utenze telefoniche. A fianco, un tariffario telefonico molto competitivo e la possibilità di impiegare le sue funzionalità dovunque, anche all’interno del browser.

Il grande svantaggio, finora lamentato a gran voce dalla maggior parte dell’utenza, è stato quello di dover impiegare un nuovo numero di telefono, fornito da Google, sul quale trasferire il traffico proveniente dalle proprie utenze fisse e mobili.

Google Voice in funzione su Android

Google Voice in funzione su Android

Va tenuto presente che negli Stati Uniti i trasferimenti di chiamata da mobile a fisso non hanno costi proibitivi: per di più, i cellulari hanno numerazioni del tutto analoghe ai numeri di rete fissa, pertanto è sufficiente che il proprio cellulare abbia un numero assegnato nello stesso area code (il cugino del nostro ex prefisso telefonico) per poterlo chiamare pagando una normale tariffa urbana.

In questo scenario si inquadra, dunque, l’adozione – ancora peraltro sperimentale e limitata ma di prossima diffusione – della MNP da parte di Google: pur facendo estrema attenzione alla sua sottoscrizione (per via della quale il titolare di numero mobile può trovarsi a dover pagare esosi importi extra-contrattuali di sospensione dell’utenza mobile per via della portabilità), essa rappresenta una comodità enorme. Tutti coloro, infatti, che hanno distribuito il proprio numero di cellulare a molti interlocutori potranno non dover fare praticamente nulla se non gestire tale numero all’interno di Google Voice.

Al momento il costo dell’operazione, di cui si può verificare la fattibilità su questa pagina, è fissato in 20 dollari ai quali, come detto, possono aggiungersi costi ulteriori detti Early Termination Fees (ETF), analoghi a quelli richiesti dagli operatori locali quando si termina ad esempio un contratto biennale di telefonia mobile agevolato da sconti iniziali.

Tali importi, notano alcuni, possono raggiungere anche le centinaia di dollari e Google, nei vari passaggi, avverte l’utenza della possibilità del presentarsi di questa evenienza. Tuttavia, è opinione diffusa che la comodità di quel servizio ne giustifichi abbondantemente l’esborso.

Chissà se, un giorno lontano, quando in Italia si sarà concretizzato l’improbabile scenario della NGN, Google riuscirà a siglare accordi per operare anche localmente?

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