Arrington: non mi avevano mai sputato in faccia. Forse mi fermo
Roma - (English version here) - Se ne è parlato a ripetizione ovunque, la vicenda ha fatto il giro della rete.
È l’episodio in cui è incorso Mike Arrington, fondatore di TechCrunch, uno dei blog più seguiti anche dalla stampa internazionale: il 27 gennaio 2009, come egli stesso racconta, stava lasciando la DLD Conference
in Germania quando qualcuno gli si è avvicinato e, volutamente, gli ha sputato in faccia. Prima che Mike realizzasse quanto accaduto, l’individuo si è rapidamente disperso nella folla.
“In passato sono stato agguantato, tirato, spinto o in altre maniere maltrattato negli eventi, ma non avevo mai ricevuto uno sputo in pieno viso. Penso che questo mi costringa a mettere un punto, a tracciare una linea”, racconta Arrington.
In pratica la vita di uno dei blogger oggi più conosciuti è totalmente cambiata da quando TechCrunch è diventato quello che è oggi e Mike si chiede se, forse, non sia il caso di prendersi almeno una pausa di riflessione, un momento in cui capire – tenendosi a debita distanza da iPhone e laptop, magari in una spiaggia isolata – se continuare su questa strada o cambiare rotta.
“Io scrivo sulle startup tecnologiche e relative notizie. In un mondo ragionvevole ciò non dovrebbe trasformarmi in qualcuno che ha a che fare con minacce di morte e che subisce sputi in faccia. Non dovrebbe obbligarmi a incassare offese più di quanto un qualsiasi essere umano possa realisticamente fare”, si sfoga Arrington su TechCrunch. “Il guaio è che a me piace ciò che faccio, nella misura in cui ciò non mi costringa a nascondermi da qualche malintenzionato che vuole farmi fuori o da qualche imprenditore europeo adirato con me perché non ho scritto nulla su di lui”.
Il rischio, dunque, si sta trasformando in paura. Paura per sé, per i propri familiari, per tutto ciò che ruota intorno a quel piccolo grande impero che è TechCrunch e tutto il Crunch Network dei blog correlati che vi ruota attorno. Un impero che oggi è “linkato” dai più importanti siti, dai più importanti quotidiani e dalle startup più di rilievo ma che rischia di crollare per l’ira incontrollabile di qualche scervellato.
Coraggio, Mike. L’invidia è la più bassa forma di ammirazione. Prenditi una pausa, ma non mollare. Non vale la pena di dare soddisfazione a certi individui degni più di una sacrosanta attività rurale che di imprenditoria da strapazzo.
Per quanto possa interessare, a Mike va tutta la solidarietà dei blogger di The New Blog Times, nella speranza di tornare a leggerlo presto.
Marco Valerio Principato e
tutti i blogger della redazione
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e che permaloso sto Arrington!
Bill Gates si è preso un intera torta alla panna in faccia ad un congresso europeo alcuni anni fa e non se l’è presa più di tanto continuando a fare il suo lavoro e macinare billion$ vendendo Windows! :)
“L’invidia è la più bassa forma di ammirazione.”
veramente si dice che “L’invidia è la più SINCERA forma di ammirazione.” :)
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