Pubblicità su misura, proprio per te. Da Google

Targeted Advertising: Google si prepara.
Targeted Advertising: Google si prepara.
La Redazione
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Pubblicato il: 16/04/2015
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La guerra per il bottino sulla pubblicità tra Google e Facebook potrebbe presto svolgersi su un nuovo fronte: quello su misura, basato (anche) sull’indirizzo email.

Roma – Google ha intenzione di affinare le proprie armi pubblicitarie: l’idea è di far sì che gli inserzionisti in possesso di informazioni personali dei propri clienti le consegnino al gigante del Web così che questo possa impiegarle per indirizzare le pubblicità esattamente a chi la sta visualizzando.

Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti anonime e un analogo articolo, in termini sostanzialmente uguali, è pubblicato sul sito del Nasdaq.

L’obiettivo fondamentale è semplice: gli inserzionisti condividono le informazioni di cui sono in possesso sui propri clienti con Google. Ciò può significare non solo nome e cognome, ma soprattutto indirizzo email.

Ad esempio: se qualcuno acquista una stampante da un fornitore online, questo potrebbe “girare” a Google l’indirizzo email del cliente, di cui certamente dispone ed è in genere reale e valido. Quindi, potrebbe acquistare pubblicità da Google chiedendo di presentare annunci mirati proprio a quel cliente, per esempio – seguendo il caso illustrato prima – delle cartucce di toner “guarda caso” proprio per quella stampante.

Il sistema è allo studio e dovrebbe essere lanciato nel corso dell’anno o al massimo il prossimo anno. Secondo i documenti, al lancio questo sistema dovrebbe limitarsi ad apparire nelle pubblicità presenti sulle pagine dei risultati di ricerca e non sarebbe mai somministrato sotto forma di “banner” (ossia non lo vedreste, almeno inizialmente, come pubblicità nelle colonne di questo sito laddove è usato AdSense di Google, ma solo in caso di ricerche sul portale di Google stesso).

Risulta più che evidente come Google stia riflettendo sulle grandi potenzialità dell’ecosistema pubblicitario di Facebook, che sin dal 2012 ha avviato una strategia di targeting molto simile ma, purtroppo per Google, con alle spalle il gigantesco grafo di relazioni sociali di cui dispone il social network. Da allora il profitto pubblicitario di Facebook è salito del 65 per cento.

Le inserzioni darebbero alle organizzazioni un’altra possibilità di raggiungere i clienti nel momento in cui stanno cercando i loro prodotti, piuttosto che presentare annunci più generali quando i clienti non stanno necessariamente facendo acquisti. Questi dati potrebbero anche aiutare Google e gli inserzionisti a comprendere meglio le relazioni tra gli annunci online e le reali attività e i reali acquisti dei consumatori.

si legge sul Wall Street Journal in chiusura.

La novità rappresenta con estrema evidenza che Google non sta affatto dormendo sugli allori e sa perfettamente, nei confronti di un Facebook divenuto ormai potentissimo nello stesso settore, di non potersi concedere tregue.

Sta attuando già da tempo la medesima strategia sugli annunci presentati ai clienti del suo servizio TV via fibra di Kansas City (USA) e, in quel caso, lo fa servendosi della cronologia degli eventi televisivi fruiti. Ma essendo molto attento al mondo della TV, potrebbe fare esattamente lo stesso altrove se solo riuscisse a diffonderli maggiormente nel mondo.

Per fortuna non ancora tutti sono così ciechi da non rendersi conto che, gradualmente, stiamo letteralmente consegnando tutta Internet a Google, che lentamente ce la sfilerà di mano e se ne approprierà completamente.

Forse è il caso di rifletterci un po’.


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