Nasdaq OMX: al via i test per adottare la “catena” dei BitCoin

BitCoin al Nasdaq?
BitCoin al Nasdaq?
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Pubblicato il: 14/05/2015
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Si parla di BitCoin da anni, ma adesso la moneta intangibile sta sollevando l’attenzione della borsa. Naturalmente quella che più si «addice» al caso: il Nasdaq.

Roma – Il Nasdaq OMX Group (NASDAQ: NDAQ) ha reso noto pochi giorni fa di aver iniziato i primi test di implementazione della catena dei blocchi, alla base delle transazioni delle criptomonete.

Il nome Nasdaq, «acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation (ovvero: “Quotazione automatizzata dell’Associazione nazionale degli operatori in titoli”) è il primo esempio al mondo di mercato borsistico elettronico, cioè di un mercato costituito da una rete di computer», spiega Wikipedia. È meglio noto come sede di scambi per il valore, 9.5 trilioni di dollari, avendo a listino i colossi della tecnologia, come ad esempio Apple e Google.

Da due anni circa, il gruppo ha avviato un mercato per la negoziazione di azioni e opzioni di imprese private, come la app musicale Shazam e il servizio di messaggistica Tango. Finora non è stato utilizzato un sistema comunemente riconosciuto per mantenere traccia di tutte le transazioni azionarie private e, a tal proposito, Nasdaq vuole portare maggiori affidabilità e professionalità alla propria piattaforma: la sicurezza e la velocità per gli scambi che avvengono nella rete BitCoin.

Fino ad oggi, la popolarità dei BitCoin è stata legata principalmente a due fattori: il prezzo e l’utilizzo. Stette per un po’ su tutti i giornali quando il prezzo di un singolo BitCoin superò i mille dollari nel novembre 2013 e, ci fu una fortissima speculazione per il successivo crollo di oltre il 75% dello scorso anno. Attualmente il valore continua ad essere abbastanza volatile, ma ad un prezzo più contenuto. Infine, si sono scritti numerosi libri su come il traffico illegale attraverso i mercati operanti nel deep web (come l’ormai defunto Silk Road), sia stato reso possibile attraverso le transazioni in criptovaluta.

Comunque l’intento del gruppo Nasdaq non è assolutamente quello di utilizzare i BitCoin per la compravendita di azioni e opzioni, bensì quello di adottare il sofisticato sistema che caratterizza tutte le criptovalute, ivi comprese le oltre 530 scambiabili attualmente.

Ricordiamo che per definizione: “BitCoin è una rete di consenso che consente un sistema di pagamento ed è una forma di denaro completamente digitale. Si tratta della prima rete decentralizzata di pagamento peer-to-peer, gestita dai suoi utenti senza alcuna autorità centrale o intermediari”.

Grazie a questa rete si forma la c.d. blockchain (tradotto in: catena dei blocchi) che rappresenta un registro pubblico e condiviso sul quale si basa l’intera rete BitCoin. Questi ultimi contengono la chiave pubblica del loro proprietario.

Quando un utente trasferisce della moneta ad un altro, il primo rinuncia alla sua proprietà aggiungendo la chiave pubblica del secondo sulle monete in oggetto e firmandole con la propria chiave privata. Trasmette poi queste monete in un apposito messaggio, la “transazione”, attraverso la rete peer-to-peer. Il resto dei nodi validano le firme crittografiche e l’ammontare delle cifre coinvolte prima di accettarla. Tutte le transazioni confermate sono incluse nella blockchain. In questo modo, i portafogli possono calcolare il loro bilancio spendibile e nuove transazioni possono essere verificate, per poter spendere monete virtuali che sono effettivamente nelle mani di chi le spende.

Questo è il sistema estremamente innovativo ed efficace che Nasdaq (e non solo, basti pensare al progetto BitMessage) ha pensato di adottare, dando un senso più concreto rispetto a come vengono comunemente considerate le criptomonete. I margini di miglioramento restano enormi; la possibilità di sfruttare tecnologie alternative ed equalmente affidabili come quella dei LiteCoin, non solo in campo finanziario, ma anche altrove come nel money transfer ci permette di fare un plauso al gruppo Nasdaq restando attenti alle mosse future.


Riccardo Donini (24 articoli)

Amante della tecnologia, in particolare crittografia e sicurezza. Attento alla discrezione, schivo del frastuono della Rete.


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