Microsoft «molla», Uber «arraffa»

«Ponte» in vista tra le due?
«Ponte» in vista tra le due?
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 01/07/2015
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Microsoft si concentra sul software. Perde, infatti, un pezzo importante di personale specializzato in mappe e cede il business pubblicitario. Uber ne approfitta.

Roma – Bing Maps? No, tra poco sarà Uber Maps. Microsoft “perde” cento impiegati che passano a Uber, assieme a una serie di asset importanti relativi al servizio mappe. Le due aziende hanno confermato la transazione a TechCrunch, senza dettagli sull’accordo.

Cento ingegneri software sono un plotone. Che passa a Uber. Questo non significa che Microsoft perderà del tutto il servizio di mappe, ma di certo ha molti altri significati.

Prima di tutto sottolinea che Satya Nadella, attuale AD di Microsoft, ha deciso di concentrarsi il più possibile sull’asset che più differenzia l’azienda di Redmond: il software.

Che poi questo, in particolare Windows 10, possa o meno riscuotere il successo sperato, è altra questione. Del resto, Microsoft non ha solo Windows come asset importante: ha anche Office, recentemente atterrato anche su Android, e ha i servizi cloud. Ma tanto per non sbagliare, ha anche ceduto ad AOL il business della pubblicità: stesso scopo.

Per Uber, invece, il significato strategico è quello di una prospettiva di crescita ben al di là di quanto le goffe e risibili limitazioni imposte dall’Europa e da alcuni altri paesi possano sperare di ottenere.

Fino a oggi, nei confronti di Uber, l’unica “apertura” accompagnata da un barlume di intelligenza e percezione globale dello scenario, in Italia è arrivata dall’Autorità dei Trasporti. Che, da sola, ovviamente non basta.

Con tutta la stima e il rispetto per i tassisti, almeno per quelli “calmi” e “onesti”, ma non si facciano illusioni: un passo del genere significa che l’intero scenario sarà presto rimesso in discussione.

Il “fenomeno Uber” non è un piccolo grattacapo: è un fenomeno mondiale. E come abbiamo sempre sostenuto su queste pagine, se (ancora) siamo in democrazia e la gente lo vuole, lo stato non può far finta di niente: deve tener conto di cosa vuole la massa di persone che rappresenta.

Tenetevi pronti.


Marco Valerio Principato (2072 articoli)

Informatico sin dal 1980, esperto di Internet ed elettronica e attivo in Rete dal 1999, ha curato articoli in diverse pubblicazioni specifiche tra cui Punto Informatico (direzione P. De Andreis) e CompuServe Magazine. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione, è responsabile di questo sito.


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