Amazon, CloudFront si cifra. Ma costa

La Redazione
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Pubblicato il: 09/06/2010
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Per qualche centesimo in più, Amazon offre la cifratura dei dati sul suo CDN, CloudFront. E ne fa uso anche nei transiti intermedi, alzando al massimo il livello di sicurezza

Roma – I servizi Web di Amazon, tra i quali il mese scorso c’è stato l’avvio di Virtual Private Cloud in Europa, oggi arricchiscono il proprio Content Delivery Network (CDN) CloudFront di connessione cifrata con il protocollo https. In cambio, però, Amazon tende la mano destra: ci vuole un piccolo obolo in più.

CloudFront, lo ricordiamo per chi non lo sa, è un servizio CDN capace di distribuire file ad altissima velocità: immagini, audio, video, file multimediali e file binari con programmi o dati. Se ne può avvantaggiare qualsiasi sito che svolga grosso traffico, delegando così a un network esterno i recapiti pesanti e riservando banda e potenza di calcolo al solo funzionamento del proprio “motore” (Joomla, Wordpress, ecc.).

In alcuni casi, è raccomandato – o indispensabile – impiegare il protocollo https per inviare i dati cifrati: questa operazione, sinora, non era prevista dal CDN di Amazon. Ora c’è, con tanto di certificato digitale, dunque nessun avviso di certificato non valido o scaduto comparirà nei browser e i contenuti trasmessi saranno così pienamente autenticati.

L’uso della cifratura, spiega Amazon, sarà impiegato anche per far transitare i dati dal proprio storage S3 (Simple Storage Service) fino al computer del destinatario: in questo modo, nessuno potrà sbirciare nel mezzo svolgendo l’operazione conosciuta come man-in-the-middle, “l’uomo nel mezzo”.

I costi sono di 0.1 centesimi di dollaro statunitense per 10mila richieste. Rispetto agli 0.075 centesimi richiesti per il traffico non cifrato, sono leggermente più alti ma il servizio offerto lo giustifica. Inoltre, dal 1 giugno scorso è stata applicata una riduzione del 25 per cento sul listino. Tali prezzi, sia chiaro, riguardano solo il traffico relativo alle richieste rivolte al proprio sito da altri: per la memorizzazione di dati nello storage di Amazon vi sono costi a parte.

Anche Google ha iniziato la sperimentazione di un più diffuso impiego della cifratura, il cui effetto è quello di rendere non intercettabile – neanche da firewall o censure di qualsiasi tipo – il traffico tra il PC e i server di Mountain View.

Benché di interesse locale marginale, va ricordato che Amazon ha aperto una nuova location a New York, portandone il totale a nove: in Europa le location sono quattro, dunque i suoi servigi possono essere agevolmente sfruttati anche in Europa, bel paese compreso.


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