Il marchio Apple vale di più e sorpassa Google
Il valore della mela morsicata di Cupertino supera quello della grande G di Mountain View e conquista la vetta della classifica BrandZ
Roma – Crescere dell’859% in quattro anni non è da tutti. E’ da Apple che – secondo l’ultima edizione della classifica BrandZ curata da Millward Brown - è riuscita a raggiungere con il proprio marchio un valore di mercato di 153 miliardi di dollari. Superando lo storico leader della classifica, Google.
Le due aziende hanno due modelli di business differenti, ha sottolineato Nigel Hollis (executive vice president e chief global analyst di Millward Brown): la prima ha fondato la propria attività su servizi e applicazioni gratuite fruibili via Internet, mentre la seconda è specializzata in sistemi integrati. Il boom di popolarità presso il grande pubblico è però giunto con il lancio di dispositivi mobili di successo che si sono affiancati al mondo Mac, tra cui spiccano iPhone, iPad e iPod Touch.
Peter Walshe, global brands director di Millward Brown, rileva inoltre come l’azienda di Cupertino sia riuscita a conquistare la propria leadership con apparecchi innovativi e curati, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello estetico, senza dimenticare che la crescita del mercato cinese ha comportato un significativo aumento della domanda.

La classifica BrandZ consacra la mela morsicata come il brand di maggior valore sul mercato globale (Credit: http://rick-c.deviantart.com)
L’appeal raggiunto dal marchio, inoltre, consente ad Apple di comportarsi come i produttori di status symbol, i cui articoli sono inseguiti e desiderati nonostante il prezzo di mercato. Anzi, esattamente come per un gioiello, un’auto sportiva o un altro bene di lusso, più alzo è il prezzo imposto dall’azienda e maggiore è la brama degli utenti di possedere quel prodotto.
Nella classifica – in trentacinquesima posizione e con un valore stimato in 19 miliardi di dollari – compare la new-entry Facebook, mentre il nono posto è occupato da China Mobile. Oltre a chi è salito in vetta e chi è rimasto alle spalle (dietro a Apple e Google si trova IBM con un brand valutato circa cento milioni di dollari), c’è chi è sceso pesantemente: tra i marchi tecnologici si registrano i crolli di Nokia, che essendo rimasta un passo indietro rispetto alla concorrenza più agguerrita è piombata all’ottantunesimo posto (in precedenza occupava la trentottesima posizione), e di Nintendo (oggi settantanovesima, ieri quarantasettesima).
Dario Bonacina




































