RIM, gli investitori premono su BlackBerry

Dario Bonacina
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Pubblicato il: 13/10/2011
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I disservizi degli ultimi giorni si sommano ai deludenti risultati finanziari registrati nel periodo, motivando alcuni investitori a premere per un rinnovamento societario, ritenuto necessario per portare all’azienda una ventata di innovazione

Milano – Mentre il mondo degli utenti BlackBerry attende che il proprio smartphone riprenda i contatti interrotti da giorni con il mondo connesso, i mercati guardano con molta attenzione al produttore Research In Motion, per le voci su una possibile cessione e sulle conseguenze degli ultimi disservizi.

I problemi di questa settimana nera hanno avuto i primi riflessi finanziari ieri, quando le azioni dell’azienda canadese hanno registrato una perdita vicina al 4% e Jaguar Financial Corporation – una merchant bank di Toronto che guida una cordata di investitori che rappresenta l’8% del capitale di RIM – ha iniziato a far sentire la propria voce.

La banca d’affari – come riporta DealBook, l’osservatore finanziario del New York Times – sta esercitando pressioni per lo sviluppo di un progetto di ristrutturazione aziendale che ha tre obiettivi: la conquista di una quota azionaria (12%), la destituzione di Mike Lazaridis e Jim Balsillie (CEO e fondatori dell’azienda) e alla trasformazione dell’intera organizzazione attraverso un’operazione ancora da valutare per recuperare credito sui mercati finanziari, che potrebbe portare ad una cessione della società (di cui si vocifera da tempo), ma non si esclude l’ipotesi di una fusione con un altro protagonista del mercato, ne’ quella di una scissione in tre differenti realtà.

L'azienda soffre sui mercati finanziari e gli investitori chiedono un cambiamento radicale (credit: Thetelecomblog.com - click per ingrandire)

Il progetto di Jaguar è stato avviato ufficialmente in settembre: in una lettera inviata al board di RIM, il presidente e CEO della banca Vic Albioni ha espresso dure critiche sulla gestione, ingessata da una governance che negli ultimi tempi avrebbe sofferto l’innovazione altrui senza riuscire a coglierne le sfide, distratta da interessi estranei (Balsillie accarezza da tempo il sogno di acquistare una squadra di hockey) e provocando la svalutazione  dell’azienda. I disservizi di questi giorni hanno gettato propellente sul fuoco acceso da Albioni, che è tornato alla carica riproponendo le proprie argomentazioni e chiedendo le dimissioni del management allo scopo di dare all’azienda una scossa signifitiva.

Mentre i disservizi – oggi imputabili ad un ingorgo di arretrati, ufficialmente in via di risoluzionesi propagano anche al Nord America, colpendo così oltre la metà dei 70 milioni di BlackBerry attivi nel mondo, Research In motion ha deciso di porre parziale rimedio ai rilevanti danni di immagine subìti negli ultimi tempi e, all’insegna di una riscoperta trasparenza, ha aperto un’area informativa (di cui esiste la corrispondente versione in lingua italiana) con l’obiettivo di tenere costantemente aggiornati gli utenti sullo stato dei servizi. Incoraggiante l’ultimo bollettino, appena pubblicato:

Dalle 7:00 di questa mattina, tutti i servizi BlackBerry in Europa, Medio Oriente e Africa, così come in India, stanno funzionando con notevoli miglioramenti. Continuiamo a monitorare la situazione 24 ore su 24 per assicurare una stabilità continuativa. Grazie per la vostra pazienza.

Già, la pazienza degli utenti finora è stata notevole e l’auspicio è che tutto torni alla normalità prima che si esaurisca.

Dario Bonacina


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