Usi le API di Google Maps? Qua i soldini. Con fonte e chiarimenti

API di Google Maps: oltre i 25mila impieghi/die, si paga
API di Google Maps: oltre i 25mila impieghi/die, si paga
Marco Valerio Principato
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Pubblicato il: 07/11/2011
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La notizia è finora circolata priva delle opportune citazioni alle fonti ufficiali, ma è vera: Google chiederà un obolo per l’uso delle API di Google Maps, se queste superano i 25 mila impieghi giornalieri. Tutti i dettagli

Roma – Utilizzate le API di Google Maps nel vostro sito? Fate bene i conti: dal primo gennaio 2012, se esse vengono impiegate oltre 25mila volte al giorno, Google potrebbe avvicinarsi e aprire la mano destra, palmo verso l’alto, in attesa del previsto obolo che pare ormai proprio chiaro voglia chiedere.

In Rete, come spesso accade, su questa notizia pressoché nessuno ha cercato la fonte ufficiale e moltissimi si sono limitati a riprendere – anche all’estero – un breve articolo di BBC News Business, che in maniera molto stringata racconta le intenzioni di Google: la cifra potrebbe aggirarsi sui 4 dollari per ogni mille visite oltre la 25milesima. Secondo Google, il “provvedimento” (se così si può chiamare) “riguarderà non oltre lo 0,35 per cento dell’utenza”.

“Comprendiamo che l’introduzione di questi limiti possa preoccupare”, spiega la BBC riferendo le parole di Thor Mitchell, product manager del team Google Maps API. “Tuttavia, con la continua crescita dell’adozione delle API di Maps, dobbiamo assicurare un futuro a lungo termine al servizio, accertandoci che anche quando esse sono impiegate dai siti a scopo di lucro ad alto traffico, l’uso del servizio rimanga praticabile”.

In realtà anche stavolta – come accade quasi sempre – si può andare oltre il semplice report, scoprendo che il post di riferimento è stato pubblicato diversi giorni fa da Thor Mitchell sul blog Google Geo Developers. Da esso si apprenderà che la notizia in realtà avrebbe dovuto arrivare anche prima: Mitchell ricorda che sin dallo scorso aprile era stato annunciato un cambiamento ai termini e condizioni d’uso delle API di Google Maps, che avrebbe dovuto entrare in vigore a partire dal 1 ottobre 2011.

Le mappe statiche, precisa Mitchell, potranno ancora essere impiegate gratuitamente al di fuori di un browser, per esempio per aggiungere miniature indicative alle applicazioni mobili. Nelle altre forme di impiego, chi non utilizza la licenza Google Maps API Premier vedrà recapitare sulla mappa anche degli annunci pubblicitari.

Il limite di 25mila impieghi giornalieri, peraltro, è già indicato nelle FAQ, dunque non avrebbe dovuto sorprendere nessuno. Tra l’altro, quei siti che Google – a propria discrezione – accetta come organizzazioni non-profit, non saranno soggetti a tali limitazioni e, anzi, Google incoraggia tali realtà a controllare se hanno i requisiti per aderire al programma Google Earth per il Sociale, che prevede una serie di facilitazioni a condizione dell’esistenza di specifici requisiti.

Purtroppo la circolazione frammentaria, non dettagliata e priva di riferimenti alla fonte ufficiale della notizia ha preoccupato molti Webmaster che, non comprendendo esattamente i termini del problema, hanno subissato Thor Mitchell di messaggi, ai quali il funzionario ha replicato via Twitter precisando “Le API di Google Maps sono ancora gratuite! Hanno semplicemente un limite di 25mila utilizzi al giorno. Ciò significa che a pagare saranno solo lo 0,35 per cento dei siti top“.

Nonostante la ridotta percentuale indicata, la decisione avrà impatto su molte più realtà di quanto si possa credere. Per esempio, moltissimi siti che operano nel settore dei viaggi e del turismo fanno largo impiego di tali funzionalità. E per simili realtà, 25mila “hit” al giorno si raggiungono come niente.

Va però anche ammesso che l’impiego di Google Maps (e di tutti i servizi collegati, come ad esempio Street View ed Earth) sta assumendo un ruolo sempre più “vitale” per moltissimi campi di impiego: essendo abbastanza limitata la possibilità di accompagnare tale servizio con strumenti pubblicitari che ne paghino il costo e tenendo presente il gigantesco planetario di servizi che Google mette a disposizione, c’era tutto sommato da aspettarsi qualcosa del genere. Del resto, anche le stesse Applicazioni Google (Google Documenti e simili) sono disponibili gratuitamente ma, com’è normale che sia, con dei limiti che si possono superare acquistando la versione a pagamento.

Marco Valerio Principato


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