Cisco, 1300 posti di lavoro in meno

Cisco HQ, foto http://www.flickr.com/photos/densaer/410784652
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La Redazione
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Pubblicato il: 24/07/2012
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Similmente alla scorsa estate, nuova ondata di licenziamenti per il gigante delle reti. Che secondo gli analisti potrebbe anche dover andare ancora più a fondo se i profitti non risalgono

Roma – Il gigante del networking, Cisco System, non è risparmiato dalla crisi. Ha infatti intenzione di ridurre globalmente il proprio personale di circa il 2 per cento, pari a 1300 unità di impiego, con il fine dichiarato di “ristrutturare i centri di costo e incrementare i profitti”.

I conseguenti licenziamenti sono “parte del nostro piano per apportare semplificazione, velocità nelle decisioni e agilità in Cisco”, ha dichiarato la portavoce dell’azienda, Karen Tillman, in una nota. “Noi rivediamo costantemente il nostro business per stabilire dove abbiamo bisogno di allineare gli investimenti in base alle opportunità di crescita”.

A fine terzo trimestre fiscale USA, Cisco disponeva globalmente di 65.223 impiegati. Quest’ultima decisione giunge dopo che il gigante aveva annunciato un taglio del 14 per cento della sua forza lavoro globale, pari a circa 11.500 impiegati, incluso un taglio del 15 per cento ai livelli di Vice President o maggiori (Vice President non è un incarico, ma una qualifica grosso modo equivalente ai quadri, ndR). Non è, peraltro, il primo annuncio del genere.

Secondo alcuni osservatori, queste riduzioni di personale sarebbero da ricondurre – oltre agli effetti della crisi economica globale – anche allo scarso successo che l’azienda ha riscosso nelle sue strategie orientate al mercato consumer. Ne è un esempio l’episodio, che molti ricordano, in cui Cisco ha deciso di rimuovere il Camcorder Flip dalla produzione (aprile 2011), dichiarando di volersi maggiormente concentrare sul più redditizio business degli apparati di rete.

Man mano che il gigante ha abbordato nuovi mercati, le vendite degli apparati collocati nel proprio core business sono calate e l’azienda ha perso terreno. Ancora “domina” nel settore del routing IP, ma la sfida negli switch Ethernet, che pure produce, arriva da altri giganti quali HP e, in particolare, dal mercato cinese, dove Huawei regna incontrastata.

Secondo l’analista di JMP Securities LLC Erik Suppiger potrebbero anche essere necessari ulteriori tagli se i profitti non aumenteranno. “Non ritengo che 1300 posti di lavoro di per sé facciano una differenza abissale”, ha dichiarato l’analista. “Finché l’azienda non inizia a generare una più concreta crescita nelle principali linee di prodotto oppure non riesce a invertire almeno alcune delle tendenze di margine attuali, ritengo che debba iniziare a ripensare con molta determinazione le proprie operazioni”.

Per tutta risposta, le azioni Cisco sono diminuite dell’1,8 per cento (16.07 dollari) a New York.


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