USA: attività online, Home Banking, ormai tutto sullo smartphone

USA: attività online, Home Banking, ormai tutto sullo smartphone
La Redazione
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Pubblicato il: 03/12/2012
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Un’indagine svela un crescente impiego degli smartphone, non solo a scopo ludico ma anche per cose più delicate, come l’online banking. In Italia? Ancora presto: per ora ci si gioca, o quasi.

Roma – L’impiego degli smartphone come strumento di interazione con i servizi via Internet si va sempre più diffondendo: non solo le persone li usano di più per la loro funzione “nativa”, ossia telefonare e inviare messaggi, ma si dffonde molto anche il controllare la posta, scattare foto, effettuare riprese, interagire con i social network e persino effettuare numerose operazioni commerciali, incluso Home Banking.

A rivelarlo è uno studio di Pew Internet, dal quale emerge che negli USA l’impiego sta aumentando pressoché in ogni settore. “Gli utenti degli smartphone ormai trattano i loro gadget come fossero appendici del proprio corpo”, ha spiegato a Mashable Lee Rainie, Direttore dell’Internet & American Life Project di Pew Research. “C’è una grossa crescita nel numero di persone che sfruttano il crescente numero di funzioni che questi cellulari possono svolgere e non c’è alcun segnale di riduzione di tale tendenza”.

Lo studio, rilasciato la scorsa settimana, conclude che l’utilizzo di questi device negli Stati Uniti è in crescita costante, specie per le attività online. Ormai una persona su due controlla la posta elettronica sullo smartphone e non più sul PC, rispetto al 19 per cento del 2007. Il numero delle persone che navigano dal terminale mobile è altresì raddoppiato, dal 25 per cento del 2008 al 56 per cento di oggi.

Lo studio evidenzia anche una minore riluttanza nell’impiego per attività “delicate”, quali l’online banking, cosa che in passato la maggioranza considerava pressoché un “tabù”: oggi un americano su tre lo fa e solo lo scorso anno a farlo era il 19 per cento. Altrettanto in crescita la consultazione del terminale mobile per ricerca di informazioni concernenti la salute, con lo stesso incremento.

Neanche a dirlo, gli smartphone hanno spodestato gran parte delle fotocamere e videocamere non professionali: l’82 per cento del campione esaminato da Pew ha dichiarato di usarli per le foto e il 44 per cento per videoriprese. Quest’ultima differenza è legata in sostanza alle prestazioni: mentre le foto sono più facilmente ottenibili, anche di buona qualità, da smartphone abbastanza economici, le videoriprese di qualità HD o Full-HD sono possibili solo con smartphone di fascia più alta.

Ne deriva una notevole variazione alle caratteristiche dei corrispondenti mercati, sui quali, per le fotocamere di fascia media e medio-bassa praticamente non c’è quasi più spazio: esse sono ormai diventate un segmento di nicchia a tutti gli effetti, popolato da coloro i quali, sentendosi ancora “immigrati digitali”, non riescono a entrare appieno in quell’ottica di impiego di uno smartphone.

In Italia? La diffusione degli smartphone va altrettanto bene, forse anche meglio. Ma gli scopi – al di là delle telefonate e dei messaggi SMS – sono ancora prevalentemente in campo ludico. Basta osservarne l’impiego all’interno dei mezzi pubblici, metropolitane comprese: sugli schermi c’è quasi sempre un riproduttore multimediale, oppure Facebook, Twitter e altri social network, o il videogioco preferito.


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