Craigslist, basta servizi per adulti
Fine della “sezione per adulti” sul sito Craigslist: cedendo alle pressioni delle autorità, il sito dalla scorsa settimana l’ha silenziosamente rimossa dai sub-siti di tutto il mondo. Positivi i commenti del Procuratore
Roma – Il controverso e, da molti, criticato sito Craigslist ha sospeso definitivamente in tutto il mondo la pubblicazione di “servizi per adulti”.
La rimozione della relativa sezione è stata notificata dallo stesso Craigslist all’ufficio del Procuratore Generale del Connecticut, Richard Blumenthal, secondo quanto riportano le Agenzie. La decisione è del tutto analoga a quella operata per gli Stati Uniti alcuni mesi or sono.
In risposta alla notifica, Blumenthal l’ha definita “un altro passo importante nella continua lotta indirizzata a contrastare, ripulire e fermare delle perniciose pubblicità incitanti la prostituzione”, si legge sulle principali Agenzie.
Non è stato specificato esattamente in quale data le sezioni sono state rimosse a livello generale, ma la rivista Wired ha riferito che già la scorsa settimana sembrava che Craigslist stesse silenziosamente rimuovendo la sezione da tutti i siti internazionali, compresi quelli destinati a Canada, Asia, Europa, Sud America e Africa.
Per più di un anno Craigslist è stato al centro di accesissime polemiche e durissime critiche, scatenate dalla pubblicizzazione dei suoi annunci “a luci rosse”. Autorità e gruppi di tutela dei diritti umani hanno tutti presentato molteplici reclami, additando quelle sezioni come strumento di incitazione alla prostituzione e al traffico di organi.
Il sito è anche stato al centro dell’attenzione lo scorso anno, con l’arresto di Philip Markoff, asseritamente indicato come utilizzatore del servizio a scopo incontri “caldi” e accusato anche di omicidio di una delle donne incontrate. Questa estate, ad agosto, Markoff ha tentato il suicidio nella cella in cui è recluso in attesa di giudizio.
Nel tentativo di mantenere l’attività in funzione, Craigslist ha tentato di adottare qualche piccolo “trucco”: ha ad esempio cambiato nome alla sezione incriminata, da “servizi erotici” a “servizi per adulti”. Assieme a questa variante, ha dichiarato che avrebbe tenuto le pubblicità sotto controllo diretto, piuttosto che fidarsi degli utenti per ricevere eventuali segnalazioni di inidoneità. Al contempo, ha raddoppiato il prezzo per inserire un annuncio, portandolo da 5 a 10 dollari.
Nel corso dell’ultimo anno le autorità hanno comunque intensificato la sorveglianza e, congiuntamente, hanno tentato di convincere l’azienda a chiudere la sezione per adulti per gli Stati Uniti. Cedendo alle pressioni, Craigslist lo ha fatto lo scorso settembre e ha assicurato di continuare a tenerla chiusa.




































