Rimedi naturali per pulire il forno

Croissant Oven Baking

Ecco 3 rimedi per pulire il forno in modo naturale senza usare detersivi commerciali che possono sprigionare sostanze dannose per sé e per l’ambiente.

Solitamente per pulire il forno da unto, sporcizia e incrostazioni si utilizzano prodotti aggressivi che contengono agenti dannosi per l’organismo e per l’ambiente. Esistono però dei metodi naturali di solito già presenti in dispensa che consentono di ottenere lo stesso risultato con poco sforzo. Stiamo parlando dei classici rimedi di una volta, quelli usati dalle nostre nonne quando in casa c’erano solamente prodotti semplici e naturali.

È bene sottolineare che il forno andrebbe pulito dopo ogni utilizzo per non dover agire in extremis, quando ormai lo sporco è incrostato e difficile da rimuovere. Ecco qualche consiglio utile per pulire il forno in modo naturale e senza fatica, eliminando anche le macchie più difficili come quelle di grasso e olio bruciato.

  • 1. Quali prodotti usare per pulire il forno in modo naturale
  • 2. Come pulire il forno con il bicarbonato
  • 3. Come pulire il forno con il limone
  • 4. Come pulire il forno con l’aceto

Quali prodotti usare per pulire il forno in modo naturale

Quando si tratta di pulire il forno in modo naturale, senza prodotti chimici, i nostri alleati sono bicarbonato, aceto, limone e sale grosso, che possono essere utilizzati sia sul forno a gas che su quello elettrico e persino sul microonde. Questi prodotti hanno proprietà sgrassanti ma anche disincrostanti e sono in grado di neutralizzare i cattivi odori.

Come pulire il forno con il bicarbonato

Per pulire il forno uno degli strumenti migliori è il bicarbonato di sodio, capace di scrostare e dissolvere il grasso, pur essendo molto economico. Per prima cosa occorre mescolarlo in parti uguali con il sale grosso, poi si aggiunge acqua (o aceto di vino) quanto basta per creare una pastella densa da stendere all’interno del forno con un panno in microfibra (si sconsiglia l’uso di raschietti o spugne in acciaio che possono graffiare le superfici). La pastella va lasciata in posa per circa un’ora e poi rimossa con un panno pulito, spruzzando eventualmente un po’ d’aceto laddove il bicarbonato risultasse troppo duro.

Se il vetro del forno non è ancora perfettamente pulito, il modo migliore per farlo tornare brillante è utilizzare una soluzione composta da bicarbonato e detersivo per piatti ecologici da lasciare agire per mezz’ora.

Come pulire il forno con il limone

Un altro immancabile alleato per mantenere il forno pulito è il limone, un detergente delicato che lascia un buon profumo. Il trucco sta nel riempire una teglia con i bordi alti con il succo di tre limoni grandi e un dito d’acqua: basterà trasferirla nel forno riscaldato a 180°C e lasciar agire la soluzione per 30 minuti, in modo che il vapore sgrassante possa aderire completamente alle pareti interne e ammorbidire lo sporco incrostato.

Come pulire il forno con l’aceto

Infine, tra i più comuni rimedi naturali utilizzati per pulire il forno c’è anche l’aceto, ottimo nell’eliminare le macchie e i cattivi odori ma anche nel ridurre i batteri presenti all’interno dell’elettrodomestico. In questo caso è sufficiente portare a ebollizione un bicchiere di aceto diluito in due bicchieri d’acqua e trasferire il tegame nel forno preriscaldato a 150°C.

I vapori scioglieranno lo sporco che così, trascorsi 15 minuti, verrà via facilmente: basterà solo togliere i residui con un panno bagnato e sciacquare bene. Et voilà, in poco tempo e senza l’uso di prodotti chimici dannosi per la salute il forno sarà pulito, igienizzato ed emanerà un buon odore di pulito.

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Cambio stagione in pochi minuti, come farlo?

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Con l’arrivo della stagione invernale o al contrario di quella estiva, vi è un’operazione fondamentale che bisogna fare: il cambio armadio, per avere il guardaroba perfetto per affrontare ogni periodo dell’anno. Il cambio di stagione può essere un’operazione davvero noiosa e complicata, per questo abbiamo deciso di stilare una serie di suggerimenti per rendere più semplice e veloce il cambio armadio.

Svuotare l’armadio

Per iniziare il cambio di stagione e sostituire i capi di abbigliamento presenti nell’armadio con quelli adatti all’inverno o all’estate, bisogna svuotare completamente il guardaroba. Svuotando tutti i ripiani e i cassetti, si potranno osservare da vicino gli indumenti presenti e scegliere facilmente quali lasciare e quali conservare. Dopo aver svuotato completamente l’armadio, cerca di organizzare i vestiti per categoria: maglie, pantaloni, giacche, accessori, biancheria intima e crea delle pile ordinate.

Riempire le scatole

Se non si ha sufficiente spazio all’interno dell’armadio per riporre i vestiti, allora sarà necessario munirsi di scatole per indumenti e conservarli con cura in un luogo asciutto. Per organizzare il guardaroba nelle scatole, se hai già suddiviso gli indumenti, ti basterà etichettare la scatola e scriverci sopra cosa contiene. È sempre consigliabile non riporre gli abiti alla rinfusa nelle scatole, ma piegarli e impilarli l’uno sull’altro. Per gli indumenti più ingombranti come giacche o cappotti, scegli delle scatole molto grandi, così non dovrai stirarli quando ti serviranno di nuovo. Se hai un armadio abbastanza grande, puoi invece suddividere gli spazi in base alle stagioni, quindi se stai effettuando il cambio armadio per l’inverno, riponi tutti gli abiti estivi nella parte sinistra e lascia quelli che ti servono nel lato destro, cercando di suddividerli tra i diversi ripiani e cassetti.

Elimina il superfluo

Quando svuoti l’armadio per il cambio stagione, può essere un’ottima occasione per fare una cernita dei vestiti che non indossi più o che sono passati di moda. Il cambio armadio serve anche per fare ordine e liberarsi del superfluo, quindi inizia a selezionare tutto quello che non ti piace e riponi in delle scatole, potrai sempre decidere se venderlo sul web o donarlo ad alcuni enti di beneficenza. Se sei convinta che nel tuo guardaroba vi siano degli indumenti che torneranno presto di moda, allora invece di confinarli sul fondo dell’armadio, infilali in una scatola con l’etichetta “da riutilizzare” e conservali in un ripostiglio o in cantina.

Pulisci l’armadio

Dopo aver individuato quali capi di abbigliamento utilizzare per la nuova stagione, prima di conservarli nell’armadio, ti suggeriamo di eliminare la polvere e lo sporco dai ripiani e dai cassetti. Con un panno in microfibra umido, passa tutte le superfici piane, in un attimo toglierai qualsiasi residuo di polvere. Se il tuo armadio è in legno, è opportuno eliminare la polvere con un panno in microfibra asciutto o con un semplice spolverino telescopico.

Organizzare il nuovo guardaroba

Per riporre i vestiti scelti per l’inverno o per l’estate, bisogna scegliere un metodo, alcuni preferiscono suddividerli per tipologia, altri per colore o in base alle occasioni. La suddivisione e l’organizzazione degli indumenti serve per evitare caos e disordine all’interno dell’armadio, così da avere sempre tutto a portata di mano. Se i vestiti sono troppo stropicciati, prima di inserirli nell’armadio ti suggeriamo di stirarli e di appenderli a delle grucce, così avrai un guardaroba sempre in ordine.

Cassetti per gli accessori

Se si sta effettuando il cambio stagione, mi raccomando cerca di organizzare anche gli accessori come sciarpe e cappelli, cercando di riporli su un unico ripiano o in alcuni cassetti.

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Come pulire i cuscini non sfoderabili?

Anonymous kid lying under pillows

Hai rovesciato del vino rosso sul tuo divano, oppure hai acquistato quel sofà che ti ha colpito subito ma non è sfoderabile? Scopri qui tutti i consigli pratici per pulire i cuscini non sfoderabili in modo efficace e sicuro.

Si lavano in lavatrice i cuscini non sfoderabili?

 

I cuscini del divano non sfoderabile non vanno lavati in lavatrice. Lo sappiamo, la tentazione potrebbe essere forte, ma rischierai di compromettere l’imbottitura interna e di danneggiare irreversibilmente il colore e la texture del rivestimento. In questa guida troverai tante alternative facili e soprattutto sicure da testare in casa.

Come smacchiare un divano non sfoderabile

 

La prima cosa da fare è non temporeggiare e cercare di tamponare con carta da cucina assorbente il danno. Diciamo che, generalmente, sono soprattutto i liquidi quelli ad essere protagonisti di macchie sul sofà, ma anche se fosse cioccolata tampona subito e senza fregare. Al contrario esegui movimento leggeri ma decisi che vadano dal bordo della macchia verso il suo interno, così da non allargare la stessa e al contempo cercando di limitare i danni. Se il tessuto dei cuscini e del tuo divano è in microfibra, cotone o lino è bene utilizzare del sapone di Marsiglia, meglio se naturale al 100%, acqua calda e una spugna nuova e asciutta. Strofina piano il sapone di Marsiglia sulla macchia e lascia agire per qualche minuto, poi tampona con la spugna intrisa di acqua calda e poi asciuga, tampona, con uno straccio pulito.

Errori da evitare sulle macchie del divano non sfoderabile

 

Quali sono gli errori da non commettere quando si va a pulire un divano o dei cuscini non sfoderabili? Per esempio:

  • non far seccare la macchia, ma agisci subito;
  • non allargare la macchia sperando di eliminarla;
  • non usare spugne abrasive;
  • non strofinare con detergenti aggressivi;
  • non intingere la spugna troppo nell’acqua, evita di bagnare eccessivamente l’area macchiata;
  • non asciugare la macchia, anche se eliminata, con il phone.

Quanto costa far pulire il divano non sfoderabile?

 

La pulizia professionale dei cuscini e del divano è fondamentale, specie se le macchie sono parecchio ostinate. Fatti fare sempre un preventivo, magari da più aziende e poi scegli chi ti fa il miglior prezzo e ti offre un servizio migliore. Indicativamente una poltrona può costarti dai 40 euro in su e, nel caso di divani potrai arrivare a 150-200 euro per una buona pulitura.

FAQ, domande frequenti

 

Come disinfettare i cuscini del divano?

Con spray igienizzanti appositi per tessuti, li trovi anche al supermercato o in farmacia.

Come pulire il pouf non sfoderabile?

Puoi farlo come descritto sopra per il divano, con acqua calda e sapone di Marsiglia. Oppure rivolgiti ad una ditta specializzata.

Come lavare i cuscini a secco?

Utilizza bicarbonato e aceto, oppure utilizza un prodotto specifico per pulitura a secco. O ancora rivolgiti ad una ditta ad hoc.

Come rendere impermeabile il divano?

Ci sono prodotti in spray appositi, specie per divani scamosciati. Chiedi al rivenditore al momento dell’acquisto, oppure ad un’azienda specializzata, alcune effettuano un trattamento ad hoc professionale e duraturo, nonché ultra pratico. Sarà facile mantenere il tuo divano più bello a lungo ed evitare le macchie, specie se hai animali o bambini piccoli. Scopri di più facendoti fare un preventivo, oppure testa il tuo prodotto su un piccolo angolo nascosto del rivestimento, attendi qualche giorno e se tutto è a posto vaporizza sul resto del sofà.

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Come verificare se il termostato del frigorifero è rotto?

Temperature control in a smart home

Il termostato rotto, all’interno del frigorifero, è un problema non indifferente. La rottura può manifestarsi in seguito a un guasto, un imprevisto o un malfunzionamento di altro genere, e si potrà notare in seguito alla perdita della capacità di monitorare correttamente la temperatura dell’elettrodomestico.

Quando ciò accade, è importante procedere con una rapida sostituzione della componente: i cibi all’interno del frigorifero, infatti, se conservati in maniera errata, potrebbero andare a male anticipatamente, costringendo gli utenti a gettarli nella spazzatura.

Il cambio del termostato andrà eseguito da un tecnico specializzato, da chiamare non appena ci si accorge del guasto.

Detto ciò, vediamo come capire in modo tempestivo se il termostato del proprio frigo è rotto, malfunzionante e incapace di assolvere al meglio le proprie funzioni.

Termostato: la sua utilità all’interno del frigorifero

Prima di entrare nel dettaglio, esaminando i possibili segnali tecnici indicanti un guasto, vediamo quali sono le funzioni del termostato, un elemento indispensabile per il corretto funzionamento del frigorifero.

L’elettrodomestico in questione ha il compito di mantenere freschi gli alimenti, e pertanto, all’interno di una qualsiasi abitazione – o di un locale adibito alla vendita di prodotti alimentari – è pressoché indispensabile.

Il malfunzionamento del suo termostato ha effetti sul corretto mantenimento della temperatura interna, la quale non verrà più mantenuta a dovere.

Già, ma qual è la funzione effettiva della componente citata?

Il termostato ha il compito di stabilire la corretta temperatura di conservazione dei cibi. Se l’elemento inizia a non funzionare, in seguito a un qualsiasi imprevisto occorsogli, le prassi conservative degli alimenti potrebbero subire conseguenze irreparabili.

Il termostato riesce a mantenere costante la temperatura del frigorifero, generalmente oscillante tra +1 °C e +2 °C (non si escludono valori differenti a seconda della tipologia di elettrodomestico utilizzato), ma i valori potrebbero mutare in caso di malfunzionamento.

I “sintomi” del guasto del termostato

Già, ma quali sono i “segnali” che il termostato invierà al possessore del frigorifero? In che modo è possibile accorgersi del problema in atto?

In primo luogo, ci si potrà accorgere di un’anomalia nel caso in cui gli alimenti risultino conservati a una temperatura evidentemente differente rispetto al valore segnalato dal termostato.

Di norma, la temperatura del frigorifero, a fronte del malfunzionamento del termostato, tenderà a salire. Ciò provocherà un gocciolamento dai ripiani del frigo, provocato dallo sbrinamento dell’elettrodomestico; inoltre, i cibi inizieranno ad avariarsi, potendo anche subire la formazione della muffa.

Le cause che potrebbero aver provocato il malfunzionamento vanno ricercate nella rottura della sonda del termostato, in un problema elettrico o altro. In ogni caso, è fondamentale richiedere immediatamente l’intervento di un tecnico, così da evitare di buttare via quantità non indifferenti di cibo.

L’intervento di un tecnico qualificato

Appurato con relativa certezza che il problema del frigorifero ha a che vedere con il malfunzionamento del termostato, si può quindi procedere con la sostituzione della componente difettosa. Il costo dell’elemento può variare a seconda del modello di frigorifero, ma in genere si va da un minimo di circa 10 euro a un massimo di 40-50 euro.

Da non trascurare, ovviamente, il costo relativo alla manodopera svolta dal tecnico. Anche in questo caso, la tariffa per l’intervento svolto può variare da un professionista all’altro, tenendo presente che, alla fine delle operazioni, si sarà spesa una cifra complessiva pari a circa 150 euro.

Va comunque precisato che le cifre qui riportate sono puramente indicative: non si esclude, infatti, che l’intera operazione di sostituzione possa detenere un costo inferiore o, al contrario, di poco superiore.

Al fine di avere le idee ben chiare, è possibile richiedere un preventivo al professionista contattato, così da non andare incontro a spiacevoli sorprese al momento del pagamento dell’intervento.

 

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Perché aprire una casa vacanze

Sunroom home sweet home

Molti proprietari di case hanno l’immobile in una zona turistica. Magari è un appartamento acquistato anni fa per trascorrere le vacanze con la famiglia ma il resto dell’anno, rimane vuoto. Allora perché non affittarlo?

Oppure volete mettere al riparo i vostri risparmi e state scegliendo un bene rifugio per eccellenza, ossia il ‘’mattone’’ affinché vi produca una certa rendita ma siete spaventati da potenziali inquilini insolventi difficili da sfrattare. Tuttavia siete attratti dal periodo favorevole per comprare un immobile per il basso tasso dei mutui e la crisi che ha determinato un abbassamento dei prezzi. In più vi hanno informato che sono in aumento gli affitti brevi, come quelli delle case vacanze per turisti.

Per decidere il vostro eventuale investimento che vi consenta di generare una rendita, ecco dei suggerimenti utili.

 

Come guadagnare con una casa vacanze

Non investire tutte le vostre risorse per acquistare un immobile ma accendete un mutuo per una parte del valore onde non alienare tutto il vostro capitale e per sfruttare il buon andamento dei bassi tassi dei mutui.

Optate per un immobile che abbia una buona collocazione o in una destinazione di vacanza. Valutate attentamente anche immobili da ristrutturare che presentano condizioni di acquisto convenienti soprattutto per avvantaggiarsi di detrazioni fiscali per la ristrutturazione.

Valutate attentamente il rendimento. Dal canone di locazione dovrete detrarre l’eventuale rata del mutuo, l’ammortamento dei costi di ristrutturazione, le tasse e aggiungere i possibili bonus previsti come quelli relativi alla ristrutturazione, cedolare secca etc. Questo calcolo è necessario per analizzare l’investimento e regolarvi in merito.

Decidere il contratto più favorevole. Esistono diverse tipologie contrattuali come il 4+4 o l’affitto breve. La scelta dipende da fattori come la location e l’abitabilità. Laddove l’immobile sia ubicato in zona turistica, optate per l’affitto breve che consente più alti ricavi.

Optate tra una diretta gestione dell’accoglienza o se avvalervi di un property manager. Tenete in considerazione gli obblighi burocratici e gestionali soprattutto se questo non è vicino a dove risiedete. Affidare la gestione ad una persona terza, significa aggravare le spese che dovete considerare come costi.

Casa vacanza. Di cosa si tratta.

Si definisce come casa vacanze, un immobile che si offre in locazione a turisti ai quali non si garantisce alcuna offerta di servizi. Il periodo di affitto non dev’essere superiore a 3 mesi consecutivi. Questo rende l’appartamento una vera struttura ricettiva turistica.

La casa vacanza è una semplice casa arredata e locata, con adempimenti molto più semplici rispetto ad altre strutture.

Differenza tra casa vacanze, B&B alberghi e affittacamere

La differenza tra casa vacanze e bed and breakfast è intuitiva. Infatti, nella prima non è presente alcuna attività di ristorazione al contrario dei BB.

La differenza con gli affittacamere è data dal fatto che non bisogna locare più di 6 camere – a meno che non siano queste frazionate in due appartamenti ammobiliati – e oltre all’alloggio, sono previsti dei servizi che implementano l’offerta.

La differenza tra casa vacanza e albergo o pensione è che queste strutture presentano un’attività economica che dispone di produzione, commercializzazione e gestione di servizi e prodotti con conseguenti obblighi fiscali specifici.

 

Cosa serve per aprire una casa vacanze

Oltre a disporre dell’immobile ovviamente a norma devono essere rispettati degli adempimenti burocratici che possono variare da comune a comune.

L’apertura dell’attività va segnalata alla questura anche se non è necessaria alcuna autorizzazione. Al commissariato dev’essere presentata la cessione del fabbricato nel caso in cui l’uso dell’immobile è concesso sulla base di un contratto non registrato o quando questo uso viene dato a cittadini extracomunitari.

Nel caso di registrazione di contratto di locazione, queste disposizioni non sono più necessarie.

All’arrivo dei clienti va chiesto un documento di identità ed entro 24 ore dall’arrivo, vanno comunicati alla questura questi dati inviando un’apposita scheda.

L’affitto della casa vacanze deve essere fatto attraverso un contratto che non sia inferiore ai 7 giorni ne superiore ai 3 mesi e se la locazione è inferiore al mese, non va registrato.

Casa vacanze e fisco

A livello fiscale, i ricavi conseguiti devono essere dichiarati e dev’essere rilasciata una ricevuta fiscale con marca da bollo se l’importo è superiore ai 77,47 euro. La ricevuta va allegata alla dichiarazione dei redditi.

Se l’attività è imprenditoriale e continuativa, sarà necessario aprire partita Iva, presentare la scia ed iscriversi al registro delle imprese, con ovvia tassazione. Ogni pagamento dovrà essere fatturato.

 

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Avviare un’attività ristorativa di successo: i passaggi fondamentali

Vediamo un esempio relativo all’apertura di una pizzeria, quelli che sono gli step da analizzare e portare avanti per inaugurare un’attività di successo.

Tutto parte con un business plan ben definito che trae origine da chiare idee e dalla ferma convinzione di aprire un’attività del genere dopo aver ben calibrato il rapporto tra costo e benefici attraverso una minuziosa analisi del piano economico.

Fondamentali passaggi per avviare un’attività di successo

Avere chiaro sin dall’inizio il prodotto da realizzare. Nello specifico sapere quale tipo di pizza si vuole proporre per trasmettere la propria ben definita immagine da riversare sulla clientela come, ad esempio, puntare solamente su un solo concept di pizza alla quale dedicare la massima attenzione, piuttosto che diversificare l’offerta con vari tipi di soluzioni però prodotti in modo superficiale.

Essere accurati nella scelta del personale. Infatti potersi avvalere dell’aiuto di un pizzaiolo esperto in grado di preparare gustose pizze, è un passo fondamentale.

Scegliere attentamente la posizione. Come in altre attività commerciali che abbisognano del pubblico, anche la pizzeria deve poter essere inserita in un contesto dove la presenza di uffici, negozi, scuole ed il passaggio della clientela sia determinante perché questo significa potenziali clienti. In un ambito più residenziale è bene trovare un luogo che presenti un’ampia possibilità di parcheggio soprattutto se si hanno posti a sedere.

– Scelto il locale, risulta di fondamentale importanza scegliere degli adatti arredi per pizzeria affinché la clientela si trovi comoda e a proprio agio durante tutto il tempo in cui si trova all’interno della pizzeria.

– La rete ed internet rappresentano delle strade di comunicazione molto importanti se ben gestite. Non ci sono attività commerciali che non siano online soprattutto all’interno del mondo social dove l’affluenza di visitatori e potenziali clienti è veramente esponenziale. Va da sé che un uso mirato di questi canali di informazioni può determinare il successo di un brand laddove questo sia promosso nel modo giusto. Sempre a livello comunicativo, ottima è l’idea di offrire dettagli della vostra offerta come la linea delle pizze, le materie prime utilizzate e via dicendo.

– Essendo il settore delle pizzerie in continua espansione è fondamentale realizzare prodotti di qualità in modo da non sparire nel giro di poco tempo ma divenire un punto di riferimento destinato a restare negli anni. Questo significa poter fidelizzare una clientela dopo che questa abbia potuto apprezzare un cibo di alta qualità che si differenzi da quello mediocre che si trova nella maggioranza delle pizzerie mordi-e-fuggi. A differenza del passato, il cliente di oggi è ben informato a proposito di prodotti culinari e conosce le differenze che intercorrono tra una materia prima di qualità e una di non primissima scelta. Tutto questo si traduce con una severa selezione dei fornitori, scegliendo solamente quelli in grado di offrire un prodotto più che valido.

Non esagerare con una lista infinita di offerte. Puntate su una ben delineata offerta senza esagerare per non confondere il cliente preso dalla lettura di un chilometrico menù.

Optate per attrezzature adatte che consentono un’alta performance. Un vero forno professionale ed una impastatrice di alto livello sono strumenti che hanno la priorità sulle altre cose.

Non dimenticate educazione, cortesia e professionalità per essere sempre a disposizione di una variegata clientela.

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Quanto bisogna investire per iniziare a guadagnare?

Sono molte le persone che vogliono guadagnare agendo da investitori, ma non è detto che essere solo finanziatori sia sempre produttivo.

Praticamente questo significa che, in base alla tipologia dell’investimento scelto, per ottenere un certo guadagno è necessario investire una determinata somma. In parole povere, quanto occorre preventivare per iniziare ad avere un certo profitto?

Quanto occorre investire per iniziare a guadagnare

Questa è una domanda alla quale nessuno è in grado di rispondere con certezza e, da ciò si evince, che non c’è una cifra fissa che possa standardizzare qualsiasi tipo di investimento. I suggerimenti devono sempre essere considerati come di massima. Ad esempio un professionista del trader potrà rispondere che, agli inizi – soprattutto se non si hanno acquisito le fondamentali esperienze in merito – non si potrà operare su investimenti finanziari al di sotto dei 2000 euro di capitale da mettere su di un’unica posizione. Si tratta di una regola non scritta ma praticata frequentemente e che va contro a quella che è la filosofia dell’investitore tipo che tende a diversificare il proprio portafoglio.

Ipotesi di investimenti con 100 euro

100 euro di capitale possono apparire una somma insufficiente soprattutto dopo aver letto che un investimento iniziale abbisogna di almeno di 2000 euro. Tuttavia questo handicap non deve inibire i piccoli investitori. Esistono delle possibilità di investire 100 euro e sono queste:

Gli ETF: se non si hanno esperienze in merito a ricerche di mercato e alle analisi tecniche, il suggerimento per coloro che vogliono investire 100 euro è quella degli ETF, ossia gli Exchange Traded Fund che è un tipo di investimento borsistico a responsabilità limitata. Si tratta di fondi indicizzati che replicano un indice di mercato univoco.

Crowdfunding immobiliare: investire nel crowdfunding immobiliare una somma di 100 euro è una delle migliori possibilità disponibili in quanto, questa somma messa in un progetto comune, potrebbe essere foriera di interessanti profitti quando il progetto monetizzerà in modo significativo.

Le azioni: Il mercato azionario è sicuramente interessante a altrettanto pericoloso per cui è consigliabile evitare mosse improvvisate e dedicarsi, prima di tutto, di assumere informazioni a proposito di trading, oltre a tenere sott’occhio la lista delle azioni sulle quali investire.

Investimenti con 1.000 euro

1000 euro sono una somma sicuramente interessante, in quanto consente di potersi indirizzare verso le possibilità viste poc’anzi, e che ci daranno un profitto in proporzione dieci volte maggiore. Inoltre ci sono anche altre opzione che possiamo scegliere.

Innanzitutto i nostri 1000 euro, si possono far transitare direttamente all’interno della nostra banca senza dover materialmente ritirare il capitale. Questa operazione, conosciuta come conto deposito, non permette grandi rendite ma c’è la certezza di avere un guadagno programmato, con quasi zero rischi. Indubbiamente risulta essere più interessante per investimenti più importanti per avere una rendita significativa.

Sempre con la nostra banca è possibile scegliere altre tipologie di investimento che risultano ottimali per coloro che decidono di bloccare 1000 euro. Ad esempio i BPT, le obbligazioni di Stato, i Buoni del Tesoro o, in alternativa, i fondi comuni di investimento sono una serie di prodotti che sebbene non offrono rendite importanti ma assicurano una rendita sicura e difficilmente corrono rischi.

Se ci affidiamo al nostro istituto di credito dove abbiamo depositato i nostri soldi, vuol dire che questo gode della nostra fiducia e quindi, la stessa la si può riversare nei confronti del funzionario che si occupa di prodotti finanziari e di investimento, che potrà suggerire le forme più appropriate per guadagnare attraverso un nostro investimento.

 

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Sintomi della gastrite, come riconoscerli?

La gastrite è un disturbo che colpisce il rivestimento dello stomaco. I sintomi sono numerosi e alcuni di essi, come il mal di schiena, non sono facilmente riconducibili a questa patologia.

Cos’è la gastrite?

L’abuso di alcuni farmaci antinfiammatori o l’abitudine di assumere alcol o cibi eccessivamente speziati a lungo andare possono provocare una progressiva erosione delle pareti dell’apparato digerente ad opera dei succhi gastrici. In alcuni casi anche lo stress e il nervosismo possono favorire l’insorgere della gastrite che consiste proprio in un’infiammazione che colpisce la mucosa dello stomaco. Recenti studi inoltre hanno dimostrato che questa patologia può insorgere anche come conseguenza di malattie infettive, dell’anemia perniciosa o dell’ulcera.

Classificazione delle gastriti

La gastrite può essere:

  • cronica: la caratteristica principale di questa tipologia di gastrite è quella di svilupparsi lentamente nel tempo;
  • acuta: questo disturbo arriva all’improvviso e può essere risolto altrettanto velocemente.

La forma cronica della gastrite insorge lentamente ma tende a cronicizzarsi e a trasformare i villi gastrici in intestinali con conseguente malassorbimento dei nutrienti. La forma acuta invece è legata a cause temporanee come un’alimentazione errata o l’utilizzo di farmaci antinfiammatori.

Esistono altre due classificazioni che riguardano la gastrite:

  • erosiva: questa patologia è causata da farmaci, patologie come il morbo di Crohn, infezioni batteriche o virali e consiste in una infiammazione che erode lentamente la mucosa;
  • non erosiva: in questo caso l’infiammazione si presenta come un’atrofia della mucosa dello stomaco.

I sintomi della gastrite

I sintomi della gastrite sono simili a quelli riscontrati nella maggior parte dei disturbi digestivi:

  • dolore addominale
  • gonfiore
  • perdita di appetito
  • bruciore
  • feci nere
  • singhiozzo
  • vomito
  • indigestione

Spesso il paziente avverte un mal di schiena ricorrente nella parte dorsale che, in un primo momento, non riesce a collegare alla gastrite. Se questi sintomi peggiorano e durano più di qualche settimana è buona norma consultare il medico curante.

La gastrite acuta inoltre provoca dolori addominali nella parte centrale dello stomaco, nausea ricorrente dopo i pasti ed episodi occasionali di vomito. La cronica invece provoca delle difficoltà digestive nel tempo e, se non curata adeguatamente, può provocare una seria degenerazione del tessuto gastrico.

I cibi che alleviano la gastrite

La regola principale per contrastare i tipici disturbi della gastrite è quella di mangiare ridotte porzioni di cibo in diversi momenti della giornata. Via libera quindi a piccoli spuntini, necessari per tamponare e assorbire l’eccessiva acidità dello stomaco. Tra gli alimenti consigliati ricordiamo le verdure cotte, i latticini magri, il pesce azzurro e in generale tutti gli alimenti a basso contenuto lipidico. Da evitare caffè, cioccolato, fritture e insaccati. Attenzione alle associazioni alimentari tra carne rossa, formaggio, uova e legumi.

I rimedi per la gastrite

Esistono una serie di rimedi naturali che possono alleviare il reflusso e l’acidità causati dalla gastrite. Questi sono:

  • Lentisco: conosciuto con il nome di mastice di Chios, è un potente antibatterico e antinfiammatorio. Utilizzato regolarmente lenisce le pareti dello stomaco, attenua l’acidità ed è particolarmente indicato per la pirosi, l’ulcera gastrica e l’esofagite.
  • Amla: chiamata anche Emblico, è una pianta ricca di acido gallico, tannini e polifenoli che svolgono un’importante azione epatoprotettiva, digestiva e antinfiammatoria. Questa erba aiuta a contrastare il rigurgito acido, il bruciore e il dolore in sede epigastrica e può contribuire a migliorare le condizioni dei pazienti affetti da ulcera duodenale.
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Che tipo di lenti a contatto scegliere?

Le lenti a contatto sono la migliore alternativa possibile agli occhiali. Comode e pratiche, oltre che “invisibili”, le lenti possono correggere i difetti visivi con estrema semplicità, risultando confortevoli e per nulla fastidiose.

In commercio esiste un’ampia gamma di lenti differenti, variabili a seconda della frequenza di utilizzo, delle capacità correttive e delle forme. Ciò rende assai più complessa l’individuazione del paio di lenti ideale per i propri difetti visivi: per quale modello optare? Meglio puntare un set mensile o sull’utilizzo delle lenti giornaliere?

Una prima distinzione: le lenti suddivise in base alla frequenza di utilizzo

La prima distinzione rilevante ha a che vedere con la frequenza di utilizzo delle lenti. Sul mercato esistono lenti da sfruttare quotidianamente, da indossare la mattina – o il pomeriggio, o in qualsiasi altro frangente della giornata – e buttare alla sera, una volta terminato il loro utilizzo.

Oltre a quelle descritte, il mercato dispone anche di lenti mensili, trimestrali o bisettimanali. La scelta delle stesse è a totale discrezione del cliente, tenendo presenti le proprie specifiche esigenze pratiche.

Le lenti sferiche e asferiche

Le lenti possono anche essere scelte in base alla loro curvatura. Meglio optare per i modelli sferici o per quelli asferici?

I primi, nel dettaglio, si contraddistinguono per la loro forma in grado di seguire la curva della cornea umana, e sono utilizzabili per correggere miopia e ipermetropia.

I secondi, invece, risultano leggermente appiattite all’altezza dei bordi. Ciò comporta una maggiore nitidezza nella visione, specie ai margini del proprio campo visivo. Inoltre, le lenti asferiche permettono anche di correggere l’astigmatismo lieve.

Qualche informazione sulle lenti permanenti

Si è visto, in precedenza, come le lenti siano utilizzabili essenzialmente per periodi limitati. Tuttavia, il mercato offre anche soluzioni permanenti.

Già, perché chi lo desidera è libero di optare per le lenti da utilizzare in qualsiasi momento della giornata, anche durante il sonno notturno. L’utilizzo, però, deve prevedere una corretta disinfezione delle stesse, oltre che una reidratazione periodica, onde evitare di danneggiare l’occhio e l’assetto stesso delle lenti.

In ogni caso, prima di optare per le lenti in questione è bene richiedere il parere di uno specialista, in modo tale da valutare con cura l’eventuale utilizzo del modello descritto.

Le lenti più adatte per la correzione dell’astigmatismo

L’astigmatismo è una condizione piuttosto frequente. Consiste in un difetto di rifrazione, con la cornea che si presenterà ricurva in maniera non uniforme.

Può essere individuato anche nei miopi e negli ipermetropi. La correzione è possibile? Certo che sì. Le lenti che lo permettono dette “toriche“, e possono essere prescritte da uno specialista dopo un attento esame della vista del soggetto.

Le lenti perfette per chi vede male da vicino e da lontano

I difetti visivi possono risultare particolarmente fastidiosi, come nel caso di coloro che si trovano a convivere con difficoltà nel vedere sia da vicino che da lontano.

La correzione di difetti simili è resa possibile da occhiali appositi, dotati di lenti progressive. Ma esistono anche lenti a contatto di tale tipologia?

Certo che sì. Chi lo desidera può optare per le classiche lenti a contatto progressive, contraddistinte, come gli occhiali, dalla presenza di due punti focali: uno permette la visione da vicino, l’altro da lontano.

Ciò significa, di fatto, che con il medesimo paio di lenti è possibile sia leggere che guidare, senza dover effettuare un ricambio. Da non trascurare, oltre alle bifocali, anche le cosiddette multifocali, dotate di più aree di correzione (messa a fuoco da lontano, da vicino e per distanze intermedie).

 

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