Che cosa vedere a Saint Tropez?

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Otto luoghi da visitare a Saint Tropez

Sicuramente tra le imperdibili mete della Costa Azzurra, quando ci si riferisce a Saint Tropez, non si può non pensare al lusso esclusivo, alla mondanità costituita da VIP internazionali che frequentano questa cittadina del sud della Francia e alle sue meravigliose spiagge. Durante la bella stagione, Saint Tropez viene eletta, dal jet set internazionale, come meta per i loro soggiorni esclusivi dove possono vivere atmosfere particolari tra locali alla moda e boutique di lusso senza dimenticare il mare che bagna le spiagge più belle della Francia.

Ecco otto luoghi da non perdere.

Musée d’Histoire Maritime

Se siete curiosi di sapere com’era questa località prima che si trasformasse in un centro mondano, dovete visitare questo museo che vi porterà attraverso un percorso che vi farà conoscere la sua storia fino allo sbarco degli alleati del ‘44. Esplorerete i sotterranei della Cittadella fortificata dove leggerete le storie avventurose di pescatori che solcano i mari oltre il Mediterraneo e potrete vedere antichi oggetti relativi alla pesca e alla marina.

Place aux Herbes

Tra i punti più folkloristici della città, questa piazzetta dalla curiosa forma di triangolo, ospita negozi che cattureranno la vostra attenzione. Soprattutto nella parte del Porto Vecchio, scoprirete un angolo verace e meno esclusivo costituito da un variopinto mercato dove trovare pesce freschissimo.

Mercato di Place des Lices

Per tutti gli amanti dell’autenticità, questo mercato ricco di bancarelle dove vengono proposte delizie da mangiare ma anche tessuti, souvenir e borse di paglia, sarà indubbiamente apprezzato per i suoi profumi e colori indimenticabili. Solo due giorni a settimana, questa kermesse viene realizzata in una piazza incorniciata da verdi platani che la rendono uno dei posti più belli di Saint Tropez.

La Maison des Papillons Musée

Si tratta di una delle mete più visitate di questa cittadina. In questo spazio sono raccolti oltre 35 mila esemplari di farfalle, delle quali molte estinte e molte rare.

Musée de la Gendarmerie et du Cinéma

Se siete appassionati di cinema non potete perdervi la visita di questo museo che si trova all’interno di una ex stazione di polizia. Qui avrete modo di conoscere come Saint Tropez passò dall’essere un piccolo villaggio di pescatori a un importante centro della cinematografia. Conoscerete il turismo glamour, i personaggi della settima arte, la storia dell’edificio anche guardando diversi pezzi di film.

La Ponche

Confinante con la zona del Vieux Port, La Ponche è riconosciuta come il fulcro della cittadina, sottostante la cittadella. Area pedonale, è caratterizzata da pittoresche viuzze e stretti vicoli dove si aprono locali e boutique e dove si trova la chiesa di Notre-Dame de l’Assomption riconoscibile dall’alto campanile in stile barocco. Da non perdere il passaggio davanti all’hotel La Ponce che vide il soggiorno della Bardot e di Vadim durante le riprese di un film.

Sentier du Littoral

A non molta distanza dal centro storico, si dipana questo cammino che tocca la penisola di Saint Tropez che può essere ammirata da un altro contesto dove si potrà apprezzare la bellezza della natura e della costa. Il sentiero si snoda lungo cammini frastagliati sul mare così come sulla collina e conduce fino a Des Salins, una spiaggia di finissima sabbia circoscritta da pini che garantiscono una zona d’ombra necessaria in estate.

Carré Sainte Maxime

Si tratta di uno spazio che ospita diversi eventi tra performance ed esposizioni artistiche. Il centro offre un interessante menù composto da spettacoli teatrali, musica live, cabaret e rappresentazioni circensi. Il Carré Sainte Maxime si trova ad una trentina di km dalla città ma vale la pena di considerarla meta interessante da visitare.

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Come cancellare la cronologia su IPhone

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In molte occasioni può diventare necessario cancellare la cronologia sul proprio IPhone. Molto spesso succede, ancor più che per motivi di privacy, anche per garantire una maggiore velocità del browser utilizzato per la navigazione online. Ecco perciò alcune informazioni utili per quanto concerne l’eliminazione della cronologia su IPhone.

Cancellare la cronologia dei browser

Andando a vedere l’eliminazione della cronologia di Safari, si può parlare della possibilità di eliminarla andando sulle Impostazioni e scegliendo l’opzione apposita Cancella dati siti web e cronologia. In questo momento verranno eliminate tutte le parole chiave cercate online sfruttando questo browser. Andando a vedere invece Chrome, la cancellazione della cronologia può essere effettuata aprendo l’app e premendo sui tre puntini che si trovano in alto a destra. Scorrendo nel menu che si apre, bisogna scegliere Cronologia e successivamente cliccare su Cancella i dati della navigazione. Si tratta di una procedura estremamente vantaggiosa in quanto va ad eliminare l’intera cronologia su tutti i dispositivi su cui è collegato quell’account. Invece, per Firefox bisogna andare nelle impostazioni, cliccando su Gestione dati e si può andare sull’area Elimina dati personali. Si tratta di un’ottima soluzione per eliminare tutti i dati della navigazione.

Cancellare la cronologia di Instagram su IPhone

Uno dei social più utilizzati oggi è sicuramente Instagram. Può diventare utile eliminare la cronologia su di esso per una questione di privacy: infatti, vengono tracciate le ricerche che vengono effettuate non soltanto direttamente sull’app, ma anche sulla versione web. In tal caso, bisogna andare in Sicurezza, poi su Cronologia delle ricerche e da lì scegliere l’opzione che dà modo di cancellare tutti i dati della cronologia.

Cancellare la cronologia di Facebook

Per quel che riguarda Facebook, il social network più utilizzato da persone di ogni età, su IPhone è possibile rimuovere le ricerche effettuate, oltre alle preferenze ai post e alle pagine. In tal caso, bisogna aprire l’app e andare sulla barra delle ricerche: vicino si trova una voce Mostra tutto che dà modo di vedere tutti quelli che sono i dati che sono stati salvati e che si vuole eliminare. A questo punto, si apre una pagina con tutte le ricerche effettuate e vi è un simbolo di un cestino sul quale cliccare per procedere all’eliminazione veloce.

Eliminare la cronologia sull’App Store

Molti hanno voglia di eliminare la cronologia e le preferenze anche sull’App Store. In tal modo si ha la possibilità di non conservare i dati in merito ad abbonamenti e acquisti effettuati sul sistema Apple. In tal caso, è bene precisare che accedendo all’App Store si possono nascondere gli acquisti, cliccando sull’icona di un omino che si trova a destra in alto. A questo punto si deve andare su Acquisti e si può scegliere l’app di cui si vogliono nascondere le informazioni scorrendo da destra a sinistra. Una volta scelte le app, bisogna cliccare su Nascondi.

Si può cancellare definitivamente la cronologia?

Occorre in ogni caso ricordare che cancellare del tutto la cronologia dei dati di navigazione su Iphone non è del tutto possibile. Infatti, si possono eliminare le informazioni più sensibili e che possano tutelare la privacy degli utenti. In ogni caso, è bene sottolineare che non sempre è cosa buona eliminare tutti i dati relativi alla navigazione, in quanto potrebbe diventare difficile anche accedere ad app che conservano le informazioni e le credenziali, ad esempio. Per cui, è sempre necessario valutare con attenzione quello che si vuole cancellare e quali siano le informazioni non necessarie e che, una volta eliminate, non creino problemi di utilizzo delle app. 

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Rimedi naturali per pulire il forno

Croissant Oven Baking

Ecco 3 rimedi per pulire il forno in modo naturale senza usare detersivi commerciali che possono sprigionare sostanze dannose per sé e per l’ambiente.

Solitamente per pulire il forno da unto, sporcizia e incrostazioni si utilizzano prodotti aggressivi che contengono agenti dannosi per l’organismo e per l’ambiente. Esistono però dei metodi naturali di solito già presenti in dispensa che consentono di ottenere lo stesso risultato con poco sforzo. Stiamo parlando dei classici rimedi di una volta, quelli usati dalle nostre nonne quando in casa c’erano solamente prodotti semplici e naturali.

È bene sottolineare che il forno andrebbe pulito dopo ogni utilizzo per non dover agire in extremis, quando ormai lo sporco è incrostato e difficile da rimuovere. Ecco qualche consiglio utile per pulire il forno in modo naturale e senza fatica, eliminando anche le macchie più difficili come quelle di grasso e olio bruciato.

  • 1. Quali prodotti usare per pulire il forno in modo naturale
  • 2. Come pulire il forno con il bicarbonato
  • 3. Come pulire il forno con il limone
  • 4. Come pulire il forno con l’aceto

Quali prodotti usare per pulire il forno in modo naturale

Quando si tratta di pulire il forno in modo naturale, senza prodotti chimici, i nostri alleati sono bicarbonato, aceto, limone e sale grosso, che possono essere utilizzati sia sul forno a gas che su quello elettrico e persino sul microonde. Questi prodotti hanno proprietà sgrassanti ma anche disincrostanti e sono in grado di neutralizzare i cattivi odori.

Come pulire il forno con il bicarbonato

Per pulire il forno uno degli strumenti migliori è il bicarbonato di sodio, capace di scrostare e dissolvere il grasso, pur essendo molto economico. Per prima cosa occorre mescolarlo in parti uguali con il sale grosso, poi si aggiunge acqua (o aceto di vino) quanto basta per creare una pastella densa da stendere all’interno del forno con un panno in microfibra (si sconsiglia l’uso di raschietti o spugne in acciaio che possono graffiare le superfici). La pastella va lasciata in posa per circa un’ora e poi rimossa con un panno pulito, spruzzando eventualmente un po’ d’aceto laddove il bicarbonato risultasse troppo duro.

Se il vetro del forno non è ancora perfettamente pulito, il modo migliore per farlo tornare brillante è utilizzare una soluzione composta da bicarbonato e detersivo per piatti ecologici da lasciare agire per mezz’ora.

Come pulire il forno con il limone

Un altro immancabile alleato per mantenere il forno pulito è il limone, un detergente delicato che lascia un buon profumo. Il trucco sta nel riempire una teglia con i bordi alti con il succo di tre limoni grandi e un dito d’acqua: basterà trasferirla nel forno riscaldato a 180°C e lasciar agire la soluzione per 30 minuti, in modo che il vapore sgrassante possa aderire completamente alle pareti interne e ammorbidire lo sporco incrostato.

Come pulire il forno con l’aceto

Infine, tra i più comuni rimedi naturali utilizzati per pulire il forno c’è anche l’aceto, ottimo nell’eliminare le macchie e i cattivi odori ma anche nel ridurre i batteri presenti all’interno dell’elettrodomestico. In questo caso è sufficiente portare a ebollizione un bicchiere di aceto diluito in due bicchieri d’acqua e trasferire il tegame nel forno preriscaldato a 150°C.

I vapori scioglieranno lo sporco che così, trascorsi 15 minuti, verrà via facilmente: basterà solo togliere i residui con un panno bagnato e sciacquare bene. Et voilà, in poco tempo e senza l’uso di prodotti chimici dannosi per la salute il forno sarà pulito, igienizzato ed emanerà un buon odore di pulito.

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Cambio stagione in pochi minuti, come farlo?

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Con l’arrivo della stagione invernale o al contrario di quella estiva, vi è un’operazione fondamentale che bisogna fare: il cambio armadio, per avere il guardaroba perfetto per affrontare ogni periodo dell’anno. Il cambio di stagione può essere un’operazione davvero noiosa e complicata, per questo abbiamo deciso di stilare una serie di suggerimenti per rendere più semplice e veloce il cambio armadio.

Svuotare l’armadio

Per iniziare il cambio di stagione e sostituire i capi di abbigliamento presenti nell’armadio con quelli adatti all’inverno o all’estate, bisogna svuotare completamente il guardaroba. Svuotando tutti i ripiani e i cassetti, si potranno osservare da vicino gli indumenti presenti e scegliere facilmente quali lasciare e quali conservare. Dopo aver svuotato completamente l’armadio, cerca di organizzare i vestiti per categoria: maglie, pantaloni, giacche, accessori, biancheria intima e crea delle pile ordinate.

Riempire le scatole

Se non si ha sufficiente spazio all’interno dell’armadio per riporre i vestiti, allora sarà necessario munirsi di scatole per indumenti e conservarli con cura in un luogo asciutto. Per organizzare il guardaroba nelle scatole, se hai già suddiviso gli indumenti, ti basterà etichettare la scatola e scriverci sopra cosa contiene. È sempre consigliabile non riporre gli abiti alla rinfusa nelle scatole, ma piegarli e impilarli l’uno sull’altro. Per gli indumenti più ingombranti come giacche o cappotti, scegli delle scatole molto grandi, così non dovrai stirarli quando ti serviranno di nuovo. Se hai un armadio abbastanza grande, puoi invece suddividere gli spazi in base alle stagioni, quindi se stai effettuando il cambio armadio per l’inverno, riponi tutti gli abiti estivi nella parte sinistra e lascia quelli che ti servono nel lato destro, cercando di suddividerli tra i diversi ripiani e cassetti.

Elimina il superfluo

Quando svuoti l’armadio per il cambio stagione, può essere un’ottima occasione per fare una cernita dei vestiti che non indossi più o che sono passati di moda. Il cambio armadio serve anche per fare ordine e liberarsi del superfluo, quindi inizia a selezionare tutto quello che non ti piace e riponi in delle scatole, potrai sempre decidere se venderlo sul web o donarlo ad alcuni enti di beneficenza. Se sei convinta che nel tuo guardaroba vi siano degli indumenti che torneranno presto di moda, allora invece di confinarli sul fondo dell’armadio, infilali in una scatola con l’etichetta “da riutilizzare” e conservali in un ripostiglio o in cantina.

Pulisci l’armadio

Dopo aver individuato quali capi di abbigliamento utilizzare per la nuova stagione, prima di conservarli nell’armadio, ti suggeriamo di eliminare la polvere e lo sporco dai ripiani e dai cassetti. Con un panno in microfibra umido, passa tutte le superfici piane, in un attimo toglierai qualsiasi residuo di polvere. Se il tuo armadio è in legno, è opportuno eliminare la polvere con un panno in microfibra asciutto o con un semplice spolverino telescopico.

Organizzare il nuovo guardaroba

Per riporre i vestiti scelti per l’inverno o per l’estate, bisogna scegliere un metodo, alcuni preferiscono suddividerli per tipologia, altri per colore o in base alle occasioni. La suddivisione e l’organizzazione degli indumenti serve per evitare caos e disordine all’interno dell’armadio, così da avere sempre tutto a portata di mano. Se i vestiti sono troppo stropicciati, prima di inserirli nell’armadio ti suggeriamo di stirarli e di appenderli a delle grucce, così avrai un guardaroba sempre in ordine.

Cassetti per gli accessori

Se si sta effettuando il cambio stagione, mi raccomando cerca di organizzare anche gli accessori come sciarpe e cappelli, cercando di riporli su un unico ripiano o in alcuni cassetti.

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Come pulire i cuscini non sfoderabili?

Anonymous kid lying under pillows

Hai rovesciato del vino rosso sul tuo divano, oppure hai acquistato quel sofà che ti ha colpito subito ma non è sfoderabile? Scopri qui tutti i consigli pratici per pulire i cuscini non sfoderabili in modo efficace e sicuro.

Si lavano in lavatrice i cuscini non sfoderabili?

 

I cuscini del divano non sfoderabile non vanno lavati in lavatrice. Lo sappiamo, la tentazione potrebbe essere forte, ma rischierai di compromettere l’imbottitura interna e di danneggiare irreversibilmente il colore e la texture del rivestimento. In questa guida troverai tante alternative facili e soprattutto sicure da testare in casa.

Come smacchiare un divano non sfoderabile

 

La prima cosa da fare è non temporeggiare e cercare di tamponare con carta da cucina assorbente il danno. Diciamo che, generalmente, sono soprattutto i liquidi quelli ad essere protagonisti di macchie sul sofà, ma anche se fosse cioccolata tampona subito e senza fregare. Al contrario esegui movimento leggeri ma decisi che vadano dal bordo della macchia verso il suo interno, così da non allargare la stessa e al contempo cercando di limitare i danni. Se il tessuto dei cuscini e del tuo divano è in microfibra, cotone o lino è bene utilizzare del sapone di Marsiglia, meglio se naturale al 100%, acqua calda e una spugna nuova e asciutta. Strofina piano il sapone di Marsiglia sulla macchia e lascia agire per qualche minuto, poi tampona con la spugna intrisa di acqua calda e poi asciuga, tampona, con uno straccio pulito.

Errori da evitare sulle macchie del divano non sfoderabile

 

Quali sono gli errori da non commettere quando si va a pulire un divano o dei cuscini non sfoderabili? Per esempio:

  • non far seccare la macchia, ma agisci subito;
  • non allargare la macchia sperando di eliminarla;
  • non usare spugne abrasive;
  • non strofinare con detergenti aggressivi;
  • non intingere la spugna troppo nell’acqua, evita di bagnare eccessivamente l’area macchiata;
  • non asciugare la macchia, anche se eliminata, con il phone.

Quanto costa far pulire il divano non sfoderabile?

 

La pulizia professionale dei cuscini e del divano è fondamentale, specie se le macchie sono parecchio ostinate. Fatti fare sempre un preventivo, magari da più aziende e poi scegli chi ti fa il miglior prezzo e ti offre un servizio migliore. Indicativamente una poltrona può costarti dai 40 euro in su e, nel caso di divani potrai arrivare a 150-200 euro per una buona pulitura.

FAQ, domande frequenti

 

Come disinfettare i cuscini del divano?

Con spray igienizzanti appositi per tessuti, li trovi anche al supermercato o in farmacia.

Come pulire il pouf non sfoderabile?

Puoi farlo come descritto sopra per il divano, con acqua calda e sapone di Marsiglia. Oppure rivolgiti ad una ditta specializzata.

Come lavare i cuscini a secco?

Utilizza bicarbonato e aceto, oppure utilizza un prodotto specifico per pulitura a secco. O ancora rivolgiti ad una ditta ad hoc.

Come rendere impermeabile il divano?

Ci sono prodotti in spray appositi, specie per divani scamosciati. Chiedi al rivenditore al momento dell’acquisto, oppure ad un’azienda specializzata, alcune effettuano un trattamento ad hoc professionale e duraturo, nonché ultra pratico. Sarà facile mantenere il tuo divano più bello a lungo ed evitare le macchie, specie se hai animali o bambini piccoli. Scopri di più facendoti fare un preventivo, oppure testa il tuo prodotto su un piccolo angolo nascosto del rivestimento, attendi qualche giorno e se tutto è a posto vaporizza sul resto del sofà.

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Come verificare se il termostato del frigorifero è rotto?

Temperature control in a smart home

Il termostato rotto, all’interno del frigorifero, è un problema non indifferente. La rottura può manifestarsi in seguito a un guasto, un imprevisto o un malfunzionamento di altro genere, e si potrà notare in seguito alla perdita della capacità di monitorare correttamente la temperatura dell’elettrodomestico.

Quando ciò accade, è importante procedere con una rapida sostituzione della componente: i cibi all’interno del frigorifero, infatti, se conservati in maniera errata, potrebbero andare a male anticipatamente, costringendo gli utenti a gettarli nella spazzatura.

Il cambio del termostato andrà eseguito da un tecnico specializzato, da chiamare non appena ci si accorge del guasto.

Detto ciò, vediamo come capire in modo tempestivo se il termostato del proprio frigo è rotto, malfunzionante e incapace di assolvere al meglio le proprie funzioni.

Termostato: la sua utilità all’interno del frigorifero

Prima di entrare nel dettaglio, esaminando i possibili segnali tecnici indicanti un guasto, vediamo quali sono le funzioni del termostato, un elemento indispensabile per il corretto funzionamento del frigorifero.

L’elettrodomestico in questione ha il compito di mantenere freschi gli alimenti, e pertanto, all’interno di una qualsiasi abitazione – o di un locale adibito alla vendita di prodotti alimentari – è pressoché indispensabile.

Il malfunzionamento del suo termostato ha effetti sul corretto mantenimento della temperatura interna, la quale non verrà più mantenuta a dovere.

Già, ma qual è la funzione effettiva della componente citata?

Il termostato ha il compito di stabilire la corretta temperatura di conservazione dei cibi. Se l’elemento inizia a non funzionare, in seguito a un qualsiasi imprevisto occorsogli, le prassi conservative degli alimenti potrebbero subire conseguenze irreparabili.

Il termostato riesce a mantenere costante la temperatura del frigorifero, generalmente oscillante tra +1 °C e +2 °C (non si escludono valori differenti a seconda della tipologia di elettrodomestico utilizzato), ma i valori potrebbero mutare in caso di malfunzionamento.

I “sintomi” del guasto del termostato

Già, ma quali sono i “segnali” che il termostato invierà al possessore del frigorifero? In che modo è possibile accorgersi del problema in atto?

In primo luogo, ci si potrà accorgere di un’anomalia nel caso in cui gli alimenti risultino conservati a una temperatura evidentemente differente rispetto al valore segnalato dal termostato.

Di norma, la temperatura del frigorifero, a fronte del malfunzionamento del termostato, tenderà a salire. Ciò provocherà un gocciolamento dai ripiani del frigo, provocato dallo sbrinamento dell’elettrodomestico; inoltre, i cibi inizieranno ad avariarsi, potendo anche subire la formazione della muffa.

Le cause che potrebbero aver provocato il malfunzionamento vanno ricercate nella rottura della sonda del termostato, in un problema elettrico o altro. In ogni caso, è fondamentale richiedere immediatamente l’intervento di un tecnico, così da evitare di buttare via quantità non indifferenti di cibo.

L’intervento di un tecnico qualificato

Appurato con relativa certezza che il problema del frigorifero ha a che vedere con il malfunzionamento del termostato, si può quindi procedere con la sostituzione della componente difettosa. Il costo dell’elemento può variare a seconda del modello di frigorifero, ma in genere si va da un minimo di circa 10 euro a un massimo di 40-50 euro.

Da non trascurare, ovviamente, il costo relativo alla manodopera svolta dal tecnico. Anche in questo caso, la tariffa per l’intervento svolto può variare da un professionista all’altro, tenendo presente che, alla fine delle operazioni, si sarà spesa una cifra complessiva pari a circa 150 euro.

Va comunque precisato che le cifre qui riportate sono puramente indicative: non si esclude, infatti, che l’intera operazione di sostituzione possa detenere un costo inferiore o, al contrario, di poco superiore.

Al fine di avere le idee ben chiare, è possibile richiedere un preventivo al professionista contattato, così da non andare incontro a spiacevoli sorprese al momento del pagamento dell’intervento.

 

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Che tipo di lenti a contatto scegliere?

Le lenti a contatto sono la migliore alternativa possibile agli occhiali. Comode e pratiche, oltre che “invisibili”, le lenti possono correggere i difetti visivi con estrema semplicità, risultando confortevoli e per nulla fastidiose.

In commercio esiste un’ampia gamma di lenti differenti, variabili a seconda della frequenza di utilizzo, delle capacità correttive e delle forme. Ciò rende assai più complessa l’individuazione del paio di lenti ideale per i propri difetti visivi: per quale modello optare? Meglio puntare un set mensile o sull’utilizzo delle lenti giornaliere?

Una prima distinzione: le lenti suddivise in base alla frequenza di utilizzo

La prima distinzione rilevante ha a che vedere con la frequenza di utilizzo delle lenti. Sul mercato esistono lenti da sfruttare quotidianamente, da indossare la mattina – o il pomeriggio, o in qualsiasi altro frangente della giornata – e buttare alla sera, una volta terminato il loro utilizzo.

Oltre a quelle descritte, il mercato dispone anche di lenti mensili, trimestrali o bisettimanali. La scelta delle stesse è a totale discrezione del cliente, tenendo presenti le proprie specifiche esigenze pratiche.

Le lenti sferiche e asferiche

Le lenti possono anche essere scelte in base alla loro curvatura. Meglio optare per i modelli sferici o per quelli asferici?

I primi, nel dettaglio, si contraddistinguono per la loro forma in grado di seguire la curva della cornea umana, e sono utilizzabili per correggere miopia e ipermetropia.

I secondi, invece, risultano leggermente appiattite all’altezza dei bordi. Ciò comporta una maggiore nitidezza nella visione, specie ai margini del proprio campo visivo. Inoltre, le lenti asferiche permettono anche di correggere l’astigmatismo lieve.

Qualche informazione sulle lenti permanenti

Si è visto, in precedenza, come le lenti siano utilizzabili essenzialmente per periodi limitati. Tuttavia, il mercato offre anche soluzioni permanenti.

Già, perché chi lo desidera è libero di optare per le lenti da utilizzare in qualsiasi momento della giornata, anche durante il sonno notturno. L’utilizzo, però, deve prevedere una corretta disinfezione delle stesse, oltre che una reidratazione periodica, onde evitare di danneggiare l’occhio e l’assetto stesso delle lenti.

In ogni caso, prima di optare per le lenti in questione è bene richiedere il parere di uno specialista, in modo tale da valutare con cura l’eventuale utilizzo del modello descritto.

Le lenti più adatte per la correzione dell’astigmatismo

L’astigmatismo è una condizione piuttosto frequente. Consiste in un difetto di rifrazione, con la cornea che si presenterà ricurva in maniera non uniforme.

Può essere individuato anche nei miopi e negli ipermetropi. La correzione è possibile? Certo che sì. Le lenti che lo permettono dette “toriche“, e possono essere prescritte da uno specialista dopo un attento esame della vista del soggetto.

Le lenti perfette per chi vede male da vicino e da lontano

I difetti visivi possono risultare particolarmente fastidiosi, come nel caso di coloro che si trovano a convivere con difficoltà nel vedere sia da vicino che da lontano.

La correzione di difetti simili è resa possibile da occhiali appositi, dotati di lenti progressive. Ma esistono anche lenti a contatto di tale tipologia?

Certo che sì. Chi lo desidera può optare per le classiche lenti a contatto progressive, contraddistinte, come gli occhiali, dalla presenza di due punti focali: uno permette la visione da vicino, l’altro da lontano.

Ciò significa, di fatto, che con il medesimo paio di lenti è possibile sia leggere che guidare, senza dover effettuare un ricambio. Da non trascurare, oltre alle bifocali, anche le cosiddette multifocali, dotate di più aree di correzione (messa a fuoco da lontano, da vicino e per distanze intermedie).

 

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Acqua al collagene: che cosa è?

Circa il 25% della massa proteica totale è costituita da collagene, proteina responsabile dell’elasticità della pelle. Questa sostanza è alla base di diversi integratori che negli ultimi anni hanno registrato un boom di vendite e anche di una bevanda, l’acqua al collagene, che promette di fermare l’avanzare del tempo. Ma funziona davvero?

Che cos’è il collagene?

Negli ultimi anni il collagene si è rivelato uno dei trend più interessanti nel campo degli integratori alimentari per la pelle e le articolazioni, ma non tutti sanno cosa sia effettivamente.

Si tratta di una proteina che, come una sorta di colla, tiene insieme le parti del nostro corpo. Costituisce il 90% delle proteine presenti a livello cutaneo e rappresenta il principale componente del tessuto connettivo, il quale ha soprattutto funzione di riempimento, sostegno, elasticità e protezione. Va però precisato che esistono diversi tipi di collagene: attualmente ne sono stati identificati 28. Quello presente nel tessuto cutaneo è il collagene di tipo I, che consente alla pelle di essere ben tesa e stabile.

Il corpo umano è in grado di produrre collagene a partire dagli aminoacidi assunti con la dieta, in particolare idrossiprolina e glicina. Purtroppo, già dopo i 25 anni questa abilità inizia a diminuire, determinando una graduale perdita di tonicità cutanea.

Si può tentare di porre freno a questo processo assumendo alimenti ricchi di collagene naturale, presente in buone quantità nella carne di manzo e nel pesce. Chi non ama i cibi di origine animale può fare scorta di acidi grassi buoni consumando avocado, semi di chia e frutta secca. Tuttavia, è utile sapere che il collagene è una molecola difficile da digerire e con una scarsa solubilità. Per ovviare a questo inconveniente, negli integratori si utilizza il collagene idrolizzato, cioè già scomposto in peptidi in laboratorio tramite enzimi specifici.

La verità sull’acqua al collagene

Online e in vari negozi il collagene si può trovare sotto forma di creme, patch e integratori, a cui si è recentemente aggiunta l’acqua di collagene addizionata con zinco, che promette di proteggere dallo stress ossidativo, aiutando la pelle a mantenersi giovane e compatta.

In realtà, l’efficacia di questa bevanda nell’indurre la produzione di collagene è ancora tutta da dimostrare: solo lo zinco, le cui proprietà antiossidanti sono documentate, può essere oggetto di slogan salutistici, ma il fatto che le acque in questione contengano anche questo elemento in qualche modo autorizza l’uso di messaggi pubblicitari che le associano alla capacità di mantenere la pelle elastica.

Gli esperti sono piuttosto scettici e dubitano che il modo migliore per reintegrare la quantità di collagene perduta nel corso del tempo sia attraverso l’acqua al collagene o i numerosi integratori in commercio. Se si assume più collagene, di sicuro si hanno a disposizione più amminoacidi per la sua produzione, ma una volta che questi “mattoncini” sono stati assorbiti dall’intestino, verranno destinati dove ce n’è più bisogno, non necessariamente alla pelle.

Inutile quindi aspettarsi miracoli dal collagene da bere, del quale non si conosce l’effettiva efficacia su riduzione di rughe, miglioramento della compattezza cutanea e ringiovanimento. Meglio allora considerare uno stile di vita sano quale opzione numero uno per aiutare a riparare il deterioramento dei tessuti del corpo e rendere il derma più compatto. In particolare, per rallentare il processo di invecchiamento è indispensabile mantenersi correttamente idratati bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno, smettere di fumare, evitare l’eccessiva esposizione al sole e seguire una dieta equilibrata, in cui non manchino peperoni rossi, pomodori, tacchino, uova, salmone, patate, legumi e frutta secca.

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