Sono le nove di sera, domani scade la domanda da inviare al Comune, e il portale rifiuta il file. Troppo pesante, questo è l’avviso. E allora si comincia a cercare un sito che comprima il PDF, ne apriamo uno, ci chiede di registrarci. Ne apriamo un altro, ci fa comprimere solo un file al giorno. Un terzo funziona, ma tra un banner e l’altro clicchiamo per sbaglio su una pubblicità. Mezz’ora dopo non abbiamo ancora risolto, e abbiamo perso la pazienza. Situazioni così le abbiamo vissute tutte. I documenti digitali riempiono le nostre giornate, e ogni piccola operazione sembra richiedere un attrezzo diverso, sparso in qualche angolo di internet. Ma non tutto funziona così, perché esistono strumenti come OpenPDF che raccolgono in un solo indirizzo gli strumenti per lavorare su PDF, immagini, audio e moduli, senza installare programmi e, nella maggior parte dei casi, senza nemmeno registrarci. Cosa puoi fare con OpenPDF Aprendo il sito, la sensazione è quella di trovarsi davanti a una cassetta degli attrezzi ordinata. Da una parte tutto quello che riguarda i PDF, dall’altra le immagini, poi una sezione audio, e infine i moduli già pronti da compilare. Nella stessa giornata ci capita di dover unire due scansioni, alleggerire una foto per un modulo, tagliare un file audio troppo lungo, preparare una ricevuta per un cliente. Troviamo tutto qui, alla stessa distanza di un clic. Modificare, unire e dividere i documenti Prendiamo il caso classico della domanda da presentare. Ci chiedono un unico PDF, e noi abbiamo la carta d’identità scannerizzata da una parte, il modulo firmato dall’altra, una bolletta come prova di residenza da un’altra ancora. Tre file separati che il sistema rifiuta. L’unione dei PDF prevede invece la possibilità di poter unire i pezzi sparsi in un documento solo, nell’ordine che decidiamo noi. E quando ci serve l’operazione contraria, magari perché di un fascicolo di venti pagine ce ne serve una soltanto da mandare via mail, lo strumento di divisione ritaglia quella e lascia perdere il resto. Intorno a queste due funzioni gira tutto il “piccolo pronto soccorso” dei documenti imperfetti. La scansione capovolta si raddrizza con la rotazione. Il foglio con i margini enormi si sistema col ritaglio. L’editor ci permette di scriverci sopra, aggiungere una data, correggere. Gesti minimi, ma sono proprio quelli che di solito ci fanno perdere tempo e innervosire davanti allo schermo. Comprimere e ridurre il peso dei file Torniamo all’esempio del portale che ha rifiutato la richiesta; ci chiedeva un limite di due megabyte, il nostro PDF ne pesava otto, e da lì il muro. Capita con le domande di lavoro, con le pratiche edilizie, con qualsiasi caricamento su un sito pubblico, dove i limiti sono spesso rigidi e senza appello. In tal caso serve la compressione, che riduce il peso del documento tenendo una qualità buona per l’uso che dobbiamo farne. E quando i file da spedire sono tanti, lo strumento per zipparli li raccoglie in un archivio unico e leggero, comodo da allegare a una mail senza intasare la casella di chi lo riceve. Convertire formati e digitalizzare documenti C’è un momento preciso in cui abbiamo bisogno necessariamente di un convertitore: quando ci arriva un PDF che dobbiamo assolutamente modificare, e non abbiamo il file originale. La conversione da PDF a Word ci restituisce un testo su cui tornare a lavorare, invece di ricopiare tutto a mano. Nell’altro verso, da JPG, TIFF od ODT a PDF, trasformiamo foto e documenti sciolti in un file pulito e presentabile. Ci sono poi lo scanner online e lo strumento OCR. Il primo permette di fotografare con il telefono una vecchia lettera, una ricetta scritta a macchina o una pagina e raccogliere le immagini in un PDF. Con l’OCR possiamo invece estrarre il testo dalla foto, copiarlo oppure scaricarlo in formato TXT o Word. Se abbiamo cassetti pieni di carte da digitalizzare, o appunti da conservare, è quindi arrivato il momento di farlo. E poi c’è anche la sezione audio, perché possiamo sempre aver bisogno di convertire un MP4 in MP3. Gli strumenti pensati per il fisco italiano Arriva la fattura del fornitore, la apriamo e troviamo un file con estensione strana, XML oppure P7M, che il computer non sa mostrarci. Roba che manda in tilt chiunque non sia un commercialista. Il convertitore di fatture elettroniche, ormai la norma dal 2019, prende il file XML in formato FatturaPA e lo trasforma in un PDF impaginato, leggibile e stampabile. Per i file P7M c’è invece uno strumento separato, che estrae il documento originale contenuto nella busta firmata: può trattarsi di un PDF, di un XML o di un altro formato. Va detto che l’elaborazione avviene dentro il nostro browser, quindi sul nostro dispositivo, senza che il file finisca su un server esterno. Importi, partite IVA, dati dei clienti restano sul nostro computer e basta. Nella sezione fisco trova posto anche l’F24 Elide. Moduli, ricevute e documenti per il lavoro Immaginiamo di gestire un piccolo bed and breakfast, o di affittare una stanza. A fine mese l’inquilino ci chiede la ricevuta, e noi ogni volta apriamo un foglio bianco e ricominciamo da zero, sperando di non dimenticare un dato. OpenPDF ha un modello di ricevuta d’affitto già impostato, così come ha quello per la ricevuta generica, per il buono di consegna della merce, per il preventivo da mandare a un cliente, per la delega da firmare. Sono i documenti della vita lavorativa quotidiana, che di solito scriviamo di corsa tra una cosa e l’altra. Partendo da uno schema pronto, però, consegniamo qualcosa di ordinato e completo. Perché serve la registrazione (e quando no) Il sospetto, con i servizi gratuiti, è sempre lo stesso: prima o poi ci chiederanno la mail, poi i soldi, poi chissà. Con OpenPDF, gli strumenti principali si usano e basta. Apriamo, carichiamo il file, lavoriamo, scarichiamo. L’account serve solo per alcune funzioni più avanzate o per chi vuole ritrovare i propri documenti nel tempo, ma resta una scelta. E siccome tutto vive nel browser, gli stessi strumenti ci seguono ovunque, dal computer dell’ufficio al telefono mentre aspettiamo in fila. Navigazione articoli Cosa succede se scrivo la tesi con ChatGPT? Rischi, conseguenze e alternative